A gemma: Tecnica d’innesto

tecnica d'innesto a gemma bonsai taglio

Tecnica a gemma

In questa tecnica si utilizza una sola gemma ed un piccolo pezzo di corteccia con o senza legno. I processi fisiologici che interessano quest’innesto sono gli stessi che interessano quello a marza. Quest’innesto si esegue durante tutto il periodo vegetativo, purché non intervengano situazioni ambientali che ostacolando lo sviluppo della pianta impediscano il distacco della corteccia dal legno, situazione che come abbiamo già visto in precedenza vada sotto il termine tecnico di: “Dare la buccia “, solo nell’innesto a gemma ad intarsio si può operare anche se questa condizione non è rispettata.

Quest’innesto ed in particolare il metodo a T, richiede in assoluto meno lavoro dell’innesto a marza, ed ha se eseguito in condizioni propizie un’altissima percentuale d’attecchimento. E’ però un tipo d’innesto che si esegue quasi esclusivamente su piante o branchette giovani. I periodi dell’anno in cui le piante presentano la caratteristica di “dare la buccia ” e le gemme da innestare siano ben sviluppate sono tre; nel nostro emisfero corrispondono con i mesi di: luglio – settembre (innesto autunnale), marzo – aprile (innesto primaverile), fine maggio inizio giugno (innesto di giugno).

Innesto a “T” od a scudetto

Conosciuto con entrambe le denominazioni che gli derivano: la prima dall’incisione praticata sul soggetto; la seconda dalla forma della porzione di corteccia su cui è inserita la gemma, è sicuramente il metodo più comunemente usato per l’innesto dei rosai e degli arbusti ornamentali. Utilizzato su diametri da 0,5 a 2,5 cm., nelle specie con corteccia sottile, in attiva vegetazione in modo da permettere il facile distacco della corteccia. Si opera eseguendo un taglio verticale e quindi un secondo perpendicolare al primo nella parte alta del primo, è importante che entrambi i tagli non eccedano la lunghezza necessaria, perché tagli troppo lunghi richiedono legature estese senza che ne derivi alcun vantaggio alla pratica agronomica dell’innesto.

Praticati i tagli, nel portainnesto si può inserire lo scudetto con la gemma prelevata dal germoglio usato come gentile. Per asportare lo scudetto si parte a circa 1,5 cm. dalla base della gemma stessa. Lo stecnica d'innesto a gemma metodo a T bonsaicudetto deve essere il più possibile ma deve essere dotato di consistenza. A circa 2 cm. sopra la gemma è poi praticato un secondo taglio secante, la generatrice del germoglio, (taglio orizzontale), affinché lo scudetto si stacchi. Lo scudetto può essere preparato con o senza legno. Di là dalla propensione dei professionisti verso l’una o l’altra delle preparazioni, occorre tenere presente che in alcune specie come l’acero e il noce, il  maggior attecchimento si ha se lo scudetto non presenta quella fettina di legno, ricavata dall’incisione, interessante lo stato xilematico del germoglio. Lo scudetto senza legno si prepara praticando il taglio orizzontale evitando che il legno sia inciso. L’asportazione dello scudetto, se la corteccia si stacca facilmente, deve avvenire premendo questo contro la marza e facendolo scivolare via verso il basso, la piccola parte pedicellare di legno, che ha in se i tessuti vascolari che servono a nutrire la gemma, deve restare unita alla corteccia, se questa parte rimane attaccata al legno, lasciando un buco nella corteccia, l’innesto non attecchisce. Lo scudetto senza legno, com’è già stato citato, è usato soprattutto nell’innesto di giugno mentre in quello primaverile, in cui le marze non sono in vegetazione, conviene lasciare la porzione di legno perché la corteccia delle marze, in questo periodo, è ancora molto attaccata al legno. L’operazione successiva è l’inserzione dello scudetto nel soggetto, per fa r ciò, si spinge lo scudetto sotto la corteccia del portainnesto fino a che il taglio orizzontale di questo non vada a coincidere con quello praticato sul soggetto. Si opera quindi una legatura con rafia che porti i due simbionti ad un contatto perfetto. La gemma in questo caso deve rimanere scoperta.

Innesto a T invertito

Questo metodo è usato in zone particolarmente piovose, perché evita che l’acqua possa penetrare all’interno dell’incisione facendo marcire lo scudetto. Si può usare in quelle specie, che avendo una forte emissione di linfa, necessitano che questa sia drenata permettendo una migliore saldatura. E’ particolarmente usata negli innesti degli agrumi, anche se il motivo principale del suo impiego va ricercato più nella tradizione che in effettive esigenze tecniche.

La tecnica di quest’innesto è la stessa di quello a “T” dritto, sennonché i tagli di preparazione dello scudetto vanno operati in posizione inversa rispetto all’altro metodo, ciò per rispettare la polarità della gemma. Lo scudetto dovrà essere inserito dal basso verso l’alto.

Innesto a pezza

E’ usato in specie a corteccia spessa che presenti difficoltà d’attecchimento con lo scudetto. E’ più difficoltoso nell’esecuzione di quello a scudetto, l’attecchimento è più lento, e l’esecuzione dell’intarsio è in ogni modo complesso, perché il perimetro delle incisioni sul soggetto e sulla pezza devono, coincidere perfettamente. Per facilitare tale operazione si usano a questo proposito coltelli a doppia lama, vanno inoltre scelti soggetti e marze che abbiano possibilmente lo stesso diametro. I diametri consigliati vanno da 1,5 a 3 cm.,tecnica d'innesto a gemma metodo a pezza bonsai ma si possono ottenere, anche se con gran difficoltà, innesti su diametri di circa 10 cm. I tagli, dell’intarsio, vanno praticati a circa 10 cm. d’altezza sul colletto del soggetto, e devono avere i lati del tassello di circa 2,5 cm. l’asportazione del tassello come nel metodo a scudetto va asportato per scorrimento al fine di evitare che tirandolo il piccolo peduncolo legnoso contenente i vasi d’alimentazione della gemma sia asportato compromettendo il risultato dell’innesto.

Il tassello va preparato dopo che l’incisione nel soggetto sia già stata praticata. E’ fondamentale che la parte apicale e quella basale del tassello vadano a coincidere con quelle corrispondenti del portainnesto, il contatto in queste due zone è molto più importante che quello sui tagli laterali. Inserita la pezza (o tassello) nell’incastro del soggetto, le due parti dell’innesto vanno assicurati saldamente con una legatura. E’ bene che lo spessore della pezza sovrasti quello del portainnesto, cosa che si può ottenere rifilando la corteccia di quest’ultimo. Nei casi d’estrema difficoltà d’attecchimento si può preparare il soggetto (da 1 a 3 settimane) prima di effettuare l’innesto; in pratica si eseguono i tagli senza rimuovere il tassello, l’inizio della cicatrizzazione avvantaggerà l’attecchimento della pezza da innestare quando questa sarà inserita. La rimozione della legatura deve essere precoce per evitare che la tensione sul tassello bloccando l’afflusso di linfa ostacoli l’attecchimento.

I periodi migliori per eseguire quest’innesto sono la primavera e la tarda estate. Per quanto riguarda il periodo primaverile, la difficoltà sta nel fatto di trovare i tasselli. In questo periodo le marze devono “dare la buccia ” ma le gemme non devono essere ingrossate.

Varianti a questo metodo sono:

L’innesto a flauto, l’innesto ad anello. Mentre l’innesto ad “I” rappresenta una variante intermedia tra l’innesto a pezza e quello a “T” (queste varianti saranno presentate esclusivamente a livello grafico).

Innesto alla maiorchina

Si usa quando il portainnesto non “dà la buccia ” (non si ha un facile distacco della buccia). I periodi in cui ciò accade sono: l’inizio della primavera (prima della ripresa vegetativa), o durante il periodo luglio metà agosto, quando il caldo e la scarsità d’acqua rallentano la crescita delle piante.

Tale innesto pur avendo buona percentuale d’attecchimento è più lento e meno semplice tecnica d'innesto a gemma metodo alla maiorchina bonsaianche se la crescita del germoglio innestato è più vigorosa che negli altri metodi dell’innesto a gemma fin qui analizzati. Questo metodo si effettua asportando da una parte liscia del soggetto una linguetta di  corteccia con sottostante legno che sarà rimpiazzata con una simile prelevata dal germoglio usata come marza. Si parte da materiale di diametro compreso tra 1,5 – 2,5 cm., si pratica un taglio inclinato di circa 30 – 45° verso l’interno della marza, quindi a circa 2,5 cm. sopra la gemma si effettua un secondo taglio, quasi parallela all’asse del gentile, che deve andarsi a collegare con il primo, lo stesso taglio va fatto sul soggetto. Se le dimensioni dei due tagli (lunghezza, larghezza e spessore) e forma dei due tagli è identico, si può ottenere una perfetta aderenza, ed una coincidenza degli strati cambiali su entrambi i lati dell’incisione, (se i diametri dei due simbionti non sono identici, occorrerà che gli strati cambiali coincidano almeno da una parte)

In quest’innesto la legatura è fondamentale. Volte questa legatura si effettua con nastri di plastica trasparente che coprono anche la gemma, quando questa comincia a crescere il nastro va tagliato. Anche in quest’innesto la parte apicale è eliminata solo a saldatura avvenuta, se l’innesto è autunnale l’asportazione si esegue nella primavera successiva a ripresa vegetativa avvenuta.

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Periodo d’innesto: Quale scegliere?

A gemma: Tecnica d’innesto ultima modifica: 2015-09-25T16:54:57+00:00 da Indrit

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