A marza: Tecnica d’innesto

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Tecnica a marza

Metodo a doppio spacco

Si usa per innestare materiale piuttosto sottile da 0,5 ad 1 cm. E’ un metodo che ha molte possibilità di successo e presenta unioni forti e velocità di saldatura, si esegue su marze e soggetti dello stesso diametro. Può essere usata per abbassare piante che a fronte di una parte apicale ben formata, presentano un’eccessiva altezza ed un tronco cilindrico (scarsa conicità). La difficoltà d’applicazione del metodo sta nella difficoltà di praticare i tagli sulla marza e sul soggetto in modo che siano esattamente uguali, le superfici dei tagli devono essere perfettamente liscia, occorre quindi operare con coltelli affilatissimi.

Sui diametri indicati i tagli devono avere una lunghezza che vari da 2 a 4 cm. Si fa un primo taglio su entrambe le parti da innestare, poi sulle superfici attenute si esegue un secondo taglio in senso opposto al primo. Questo sarà situato a circa un terzo della lunghezza del precedente dal vertice di questo, e sarà lungo circa la metà del primo, e condotto a questo il più parallelo possibile. Le due parti dell’innesto vanno poi infilate l’una nell’altra incastrando le due linguette ricavate con il primo taglio.

tecnica d'innesto a marza metodo a doppio spacco bonsai taglioE’ importante che lo strato cambiale della marza e del soggetto combacino tra loro per il maggior sviluppo perimetrico possibile. Nel caso i diametri sono eguali, e le sezioni praticate sono della stessa lunghezza, le zone cambiali combaceranno per il loro intero perimetro. Le due parti dell’innesto unite dovranno poi essere assicurate con una legatura di rafia o cotone su tutta quanta la superficie del taglio, quindi questa sarà impermeabilizzata con cera o mastice da innesto. La ceratura può essere evitata se i tagli sono protetti dall’essiccamento ponendoli nella sabbia, proteggendoli con torba umida, usando nastri adesivi impermeabili o strisce di teflon. Le legature strette eviteranno un eccessiva formazione di callo cicatriziale riducendo l’inesteticità delle saldature. Occorrerà però tenere controllate le legature per evitare che un eccessivo ostacolo allo sviluppo, produca altrettanto antiestetiche strozzature sul tronco del nostro araki.

Metodo a spacco semplice

Questa è una delle procedure più antiche e più usate nella propagazione agricola, mentre nella tecnica bonsaistica da risultati abbastanza scadenti sotto il profilo estetico. E’ usato per effettuare innesti di punta sulle conifere (ten-tsugi) o per ottenere tronchi multipli da uno stesso ceppo (tsukami-yose). Si applica su alberi a nervatura verticale e distesa. Il periodo per applicare questa tecnica sulle conifere è la fine dell’inverno, quando la pianta è ancora a riposo, la possibilità d’attecchimento aumentano quando si pratica in primavera. Nel momento in cui le gemme del soggetto cominciano ad ingrossarsi, ma prima che inizi l’attività vegetativa.

tecnica d'innesto a marza metodo a spacco semplice bonsai tagliLa corteccia per garantire l’attecchimento dell’innesto non deve “dare la buccia”. Le marze devono essere costituite da legno di un anno in riposo, a volte occorre conservarle in ambiente refrigerato fino al momento dell’impiego.

Tecnicamente l’innesto si fa operando uno spacco radiale o tangenziale sul soggetto. Nello spacco vanno poi inserite una o due marze, previa separazione dei lembi di questo con un oggetto divaricante (esempio un cacciavite). Le marze vanno preparate a cuneo lungo ed affusolato verso l’estremità e con la parte esterna più larga del lato interno. La tensione dello spacco del porta innesto presserà le marze al suo interno. La pressione sufficiente a garantire un adeguato contatto tra le zone cambiali delle due parti dell’innesto. L’innesto andrà in ogni modo legato e paraffinato nel modo già citato prima.

Metodo ad innesto laterale

Si differenzia in tre varianti:

  1. innesto a penna laterale, è usata per l’innesto di base delle conifere, (moto – tsugi), tecnica d'innesto a marza metodo ad innesto laterale innesto a penna laterale bonsaiè applicata su materiale compreso tra i 3 – 8 cm. di diametro. Si opera un incisione alla base del portainnesto con un angolo di 20° – 30° rispetto all’asse di questo, l’incisione dovrà essere profondo non meno di 3 cm. In questa situazione agendo sulla parte alta del soggetto con una flessione, il taglio si apre leggermente, richiudendosi al cessare della flessione. La marza è normalmente un apice lungo circa 8 – 10 cm. con 2 – 3 gemme nella sua parte basale. Occorre praticare un taglio molto liscio di circa due cm. di lunghezza, così preparata dovrà essere inserita nel soggetto con un angolo che consentirà la massima sovrapposizione delle zone cambiali delle due parti dell’innesto. Si può evitare la legatura delle parti, mentre occorre paraffinare il punto d’innesto.
  2. inglese laterale, è usata per innestare piante sempre verdi da appartamento a foglia larga, perciò la sua descrizione sarà tralasciata.
  3. intarsio laterale od alla maiorchina, è particolarmente usata sulle aghifoglie coltivtecnica d'innesto a marza metodo ad innesto laterale intarsio laterale od alla maiorchina bonsaiate in vaso, essa ha inoltre il pregio d’essere molto semplice nell’esecuzione. Si prepara il portainnesto operando un taglio superficiale verso il basso lungo da 2 a 4 cm. interrompendolo appena sopra il colletto. Alla base di questo taglio n’è operato un secondo rivolto verso il centro del soggetto, questo deve essere rivolto leggermente verso il basso fino ad incontrare il primo. La marza poi dovrà presentare in lunghezza e larghezza gli stessi tagli del soggetto. Dopo essere inserita nel portainnesto occorrerà fare la legatura delle parti e quindi paraffinare il tutto. Le piante preparate con questa tecnica sono mantenute sotto “mist ” per alcune settimane, dopo l’unione, il soggetto che sporge sopra il gentile può essere rimosso gradualmente od in una sola volta, in casi di ricostruzione può anche essere mantenuto in sito.

Metodo d’innesto per approssimazione

E’ il metodo più utile nella tecnica bonsaistica, ed è anche quella che garantisce i migliori risultati d’attecchimento. Caratteristica di quest’innesto è che esso prevede l’unione di due piante indipendenti ed autonome, anche se per estensione questo tipo di tecnica si può estendere anche a due parti dello stesso albero tecnica d'innesto a gemma metodo d'innesto per approssimazione bonsaiconnesse entrambe alla radice. A saldatura avvenuta occorrerà recidere la chioma del soggetto e la base del gentile. Talvolta è necessario eseguire queste asportazioni gradualmente anziché in un sol colpo.

Questo metodo permette di ottenere ottimi risultati d’attecchimento anche con specie difficili da innestare con altre metodologie, esso è usato comunemente tra piante coltivate entrambe in vaso, si applica a vegetazione in corso, quindi nel periodo primaverile – estivo.

Esistono di questo metodo tre varianti:

  • Approssimazione semplice. Si fa operando, sulle due piante da innestare, due tagli con cui si asportano corteccia ed una sottile sezione di legno per due o tre centimetri di lunghezza. I tagli lisci e perfettamente complanari devono permettere che le due parti consentano un perfetto e stretto contatto tra le zone cambiali. Legate le due superfici di contatto s’impermeabilizza il tutto. Il tempo di saldatura in alcuni casi può essere particolarmente lungo, occorre attendere a fare la rimozione delle parti eccedenti la stagione vegetativa successiva a quella d’impianto. A volte richiede riequilibrare le parti aeree in rapporto alla consistenza degli apparati radicali dei simbionti, (individui costituenti le parti dell’innesto), impiegati.
  • A doppio spacco inglese. Tralasciamo la descrizione della variante e a doppio spacco inglese perché le applicazioni non cambiano rispetto alla prima variante, mentre è solo più complessa la sua esecuzione.
  • Approssimazione ad intarsio. E’ usato quando il portainnesto ha la corteccia più spessa della marza: in questo caso occorre praticare nella corteccia del soggetto un intaglio lungo dai 7 ai 10 cm., la larghezza di questo andrà calcolato sul diametro della marza da innestare. Le incisioni, parallele che determinano l’intaglio, andranno leggermente svasate verso l’esterno in modo che la marza cui sarà praticata un incisione che asporti la corteccia ed incida leggermente il legno si possa appoggiare sul fondo dell’intaglio. La corteccia della marza dovrà poi essere rifilata sulla lunghezza in modo da mostrare lateralmente il tessuto cambiale.

La marza inserita nell’intaglio del soggetto dovrà essere tenuto in sede con una chiodatura, od interponendo tra la marza e la successiva uno spessore che la mantenga in sede. La legatura va poi come il solito paraffinata. Nell’anno successivo, a saldatura avvenuta si asporteranno le parti inutili dei simbionti. Quest’innesto va operato in piena vegetazione e in ogni modo quando la pianta “dà la buccia”.

Metodo dell’innesto a corona.

Si usa per inserire diverse marze sulla testa del portainnesto, questa si posizionano in modo radiale praticando nel soggetto dei tagli lungo le direttrici del tronco fino ad incontrare il legno. Quest’innesto va praticato quando l’albero è in piena attività, quando il legno “dà la buccia”. Le tecnica d'innesto a marza metodo a corona bonsaimarze preparate a cuneo con doppio piano inclinato vanno poi inserite tra la corteccia ed il legno, quindi si effettua la legatura che va paraffinata come già più volte indicato. Questo tipo d’innesto produce l’unione dei due simbionti meno saldo d’altri metodi, quindi anche nell’anno successivo all’attecchimento occorrerà proteggere l’innesto dal vento che potrebbe staccare le marze innestate. Questo metodo, nella tecnica bonsaistica è usato per produrre lo stile a scopa rovescia su specie che non emettono facilmente gemme nella zona cambiale dei tagli, oppure per ottenere bonsai a tronchi multipli.

A marza: Tecnica d’innesto ultima modifica: 2015-09-25T15:43:48+00:00 da Indrit

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