Annaffiatura del Bonsai

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Annaffiatura del Bonsai (guida generale)

E’ impossibile dare delle indicazioni assolute su questa particolare tecnica agronomica, che, nell’arte Bonsai, a detta della maggior parte degli autori, è senz’altro una delle più difficili. La difficoltà dell’annaffiatura del Bonsai nasce dal grandissimo numero di variabili che intervengono in natura a modificare la quantità idrica necessaria nel tempo ad un vegetale. Queste variabili sono poi aumentate nella tecnica Bonsai dal condizionamento spaziale costituito dal vaso. Come già detto nel testo, almeno il 70% dei problemi che insorgono nella coltivazione, sono dovuti ad annaffiatura del Bonsai impropria, inadatta ed intempestiva.

L’acqua è indispensabile per assorbire le sostanze nutritive dal suolo e per portarle all’interno della struttura. La quantità minima d’acqua contenuta nel terreno è di norma prossima al 25% del volume del medesimo. Alla presenza di percentuali inferiori d’acqua, la maggior parte delle specie arresta i suoi processi fisiologici. Le cellule cessano di funzionare per mancanza idrica, il permanere di questa condizione porta ineluttabilmente alla morte la pianta.

E’ impossibile stabilire l’esatta frequenza dell’annaffiatura del Bonsai. Intervenire quindi con competenza nel momento e per la quantità necessaria. Le prime variabili che incidono sull’annaffiatura del Bonsai sono quelle climatiche, quindi quelle pedologiche, quelle specifiche delle singole piante riguardo alle aree di provenienza, quelle ambientali, quelle stagionali, quelle fisiologiche, quelle legate allo stato di salute ed alle situazioni patologiche in cui incorrono le piante.

Analizziamole nel dettaglio:

  • Variabili climatiche sono: Durata dei periodi d’irraggiamento solare; Durata dei periodi esposto al vento; intensità del vento; Periodicità e tipologia delle precipitazioni; Temperatura;
  • Variabili ambientali sono: Umidità ambientale; Barriere frangivento naturali od artificiali; Strutture ombreggianti naturali od artificiali; Collocazione all’interno od all’esterno del Bonsai;
  • Variabili fisiologiche stagionali, quelle legate a particolari interventi agronomici sono: Il riposo invernale, Il riposo estivo; La ripresa vegetativa; La fioritura; La fruttificazione; La potatura; La defogliazione;
  • Variabili pedologiche sono: Tipo del terriccio e caratteristiche delle mescole; Tipo del drenaggio; Dimensioni e profondità del vaso; Materiale del vaso;
  • Variabili specifiche sono: La specie di pianta; La provenienza; Le varietà e gli eventuali cultivar della specie.

La mancanza o l’eccesso d’acqua, entrambi deleteri per le piante, hanno come risultati effetti simili. Questi due eventi danneggiando la cuticola delle radici pongono queste in condizione di non poter più assolvere il loro compito e quindi gli effetti sulla pianta alla fine lo è stesso. L’eccesso d’acqua è di norma più grave della mancanza perché questo è di solito accompagnato da ristagno di liquido nel contenitore dovuto a scarso drenaggio. Siccome le radici hanno bisogno d’ossigeno per svolgere le loro funzioni fisiologiche, se il terreno è inzuppato per molto tempo, queste possono asfissiare, con il conseguente imputridimento delle loro parti terminali. L’eccesso d’acqua costituisce poi un ottimo ambiente per la proliferazione di funghi patogeni che possono aggravare ulteriormente la situazione di marciume dell’apparato di suzione. In questo caso sarà sempre più difficile per l’albero rigenerare le parti danneggiate e ritornare a pompare acqua all’intero organismo.

Se il tempo di permanenza nello stato di sofferenza e la specie dell’albero lo consente si può intervenire al recupero della pianta operando di norma sulla bonifica del substrato.

PIANTA ENTRATA IN SOFFERENZA PER ECCESSO D’ACQUA

consigli per una corretta annaffiatura del bonsaiIn pratica si realizza questa situazione quando la quantità d’acqua presente nel substrato è maggiore di quella che la pianta può assorbire e disperdere nell’ambiente circostante. Spesso questa situazione s’ingenera in conseguenza di un periodo protratto di siccità che comprometta l’apparato radicale.

Le cause dell’eccesso d’acqua nel terreno sono: Mancanza di drenaggio, terreno troppo compatto, fori di drenaggio ostruiti, eccessive annaffiature alla presenza di limitata attività vegetativa della pianta, temperatura superiore ai 35°C., temperatura al di sotto dei 5°C., annaffiature quotidiane e cospicue alla presenza di defogliazione totale della pianta, continue annaffiature in situazioni dove l’apparato radicale è compromesso.

Il modo d’intervento consiste in primo luogo nella rimozione della causa principale del ristagno di liquido nel terreno. Una ragionata riduzione della quantità d’acqua da fornire alla pianta.

Mancanza di drenaggio

Non è quasi mai l’unico motivo della sofferenza delle piante in vaso, infatti, questa si manifesta sempre per la presenza d’altre concause tutte raggruppabili nell’eccessiva fornitura dell’acqua al Bonsai. E’ chiaro che un terreno con buon drenaggio eliminando naturalmente l’eccesso d’acqua renderà inefficaci la stragrande maggioranza degli altri possibili motivi del ristagno idrico. E’ quindi imperativo quando ci si trova alla presenza di piante invasate in terreni privi di drenaggio operare subito il rinvaso delle stesse. Durante un periodo incompatibile con tale pratica, occorrerà diradare le annaffiature dando tempo alla pianta di assorbire l’acqua. Prima di fornire nuova annaffiature, porre il Bonsai possibilmente in zona soleggiata e ventilata, evitare che la zolla venga, durante l’annaffiatura del Bonsai, inzuppata in modo eccessivo. Innaffiare poco per volta ed ad intervalli ravvicinati è in ogni caso il modo migliore perché l’acqua sia fornito in maniera compatibile alle reali necessità dell’albero. Appena il periodo sarà favorevole attuare il rinvaso. In questo caso il terreno dovrà essere sufficientemente permeabile. Si ricordi che la granolumetria del substrato dei rinvasi si riduce gradualmente dal fondo del vaso verso la superficie.

Terreno troppo compatto

Questa situazione è una tra le più ambigue che un Bonsai sta possa incontrare nelle sue pratiche culturali, infatti, questo tipo di terriccio, essendo di difficile annaffiatura, può ingenerare indifferentemente situazioni di seccume o di ristagno. Il terreno è troppo compatto deriva da materiali limosi che addensandosi lo rendono pesante ed asfittico. A volte i terreni pesanti sono anche di tipo argilloso, creano tratti superficiali impermeabili che impediscono al liquido di penetrare in profondità, l’unico modo di raggiungere con l’annaffiatura l’interno della zolla consiste nel lasciare per qualche tempo il vaso immerso in acqua in modo che questa possa penetrare tutto il materiale. E’ ovvio che com’è difficile all’acqua penetrare la compattezza del terreno altrettanto difficile sarà l’eliminazione dell’eccesso di liquido accumulato. Anche in questo caso l’unica soluzione consigliabile è quella riportata al paragrafo precedente.

Fori di drenaggio ostruiti

Col tempo, a causa del degrado e della conseguente perdita di granolumetria, i materiali torbosi di rinvaso tendono, sotto la pressione dei liquidi in uscita, ad ostruire i fori di drenaggio dei vasi, facilitano il formarsi di questa situazione le stesse reticelle poste sul fondo dei vasi e le eventuali radichette che fuoriescono dai fori stessi. Questa condizione, facilitando il ristagno dei liquidi sul fondo del vaso quando il consumo idrico della pianta è limitato, tende ad ingenerare sofferenza nella stessa. Anche in questo caso la pianta richiede di ricambio del terreno. In prima approssimazione si può estrarre dal vaso la zolla ed asportare tutto il materiale sottostante, la reticella di protezione del foro di drenaggio, operazione facilmente eseguibile con una semplice forbice da radice.

Eccessive annaffiature in presenza di scarsa attività vegetativa della pianta

La scarsa attività vegetativa della pianta può nascere da condizioni climatiche, colturali o patologiche. Sono condizioni climatiche quelle legate a periodi d’intense e continuate precipitazioni alla presenza di temperature al di fuori dei limiti di vegetabilità (indicativamente per le piante che si usano nella costruzione dei Bonsai, meno di 5°C. e più di 35°C, latenza invernale od estiva).

Sono condizioni colturali quelle legate ad interventi agronomici particolari, drastiche potature defogliazioni totali, oppure errori di concimazione. Sono condizioni patologiche quelle di compromissione dell’apparato di suzione della pianta. In ognuno di questi casi occorrerà ridurre la fornitura d’acqua, nel caso la sofferenza del nostro Bonsai abbia già agito sull’apparato radicale, quindi intervenire al più presto con il rinvaso. In quest’eventualità accorrerà eseguire la pulizia della radice danneggiata e conseguente disinfezione dell’intero apparato radicale.

Apparato radicale compromesso a causa del protrarsi di uno stato di siccità

Nella maggior parte delle specie, questa situazione di sofferenza è reversibile, anche se ciò dipende, in linea di massima, dal tempo della carenza idrica. In questo caso il primo intervento è di controllare se esiste ancora una sufficiente idratazione dei tessuti verdi dell’albero:

Foglie.

  • se queste pur essendo verdi sono secche (si sbriciolano sotto la pressione delle dita) occorre asportarle completamente con le forbici in modo che il picciolo rimanga sul ramo (cadrà da solo appena la gemma ascellare entrerà in vegetazione)
  • se le foglie sono ancora idratate dovremo intervenire con un’immediata vaporizzazione delle medesime in modo da ridurre la perdita di liquido a causa della traspirazione.

Fusto.

Questo controllo occorrerà farlo solo per il primo caso.

Incidere con l’unghia, la corteccia del fusto e dei rami del Bonsai, se l’incisione si presenterà umida e di un bel verde brillante i tessuti saranno sufficientemente idratati e si potrà passare alla fase successiva. Innaffieremo l’albero con una quantità d’acqua non eccessiva, dopo alcuni minuti torneremo ad innaffiare ripetendo l’operazione ad intervalli sempre più distanziati fintanto che la zolla, nel caso si fosse separata dalle pareti del vaso, torni nella sua posizione originaria. Attenzione è inutile in questa fase inzuppare la pianta, infatti, le radici fini non saranno in grado di assorbire acqua ed il ristagno conseguente all’eccessiva annaffiatura del Bonsai aggraverà la situazione. Quando la zolla avrà ripreso la posizione originale, porteremo il vaso in un luogo ombreggiato vaporizzando il fusto con una certa regolarità, solo nei casi più gravi ed in particolare nei confronti d’alberi che patiscono in modo particolare la siccità si potrà sigillare il Bonsai in un sacco di polietilene in modo che esso viva, per il tempo necessario a rientrare in vegetazione, in un ambiente particolarmente umido. Gli alberi per cui il prolungarsi della siccità crea danni irreversibili, quindi la perdita della pianta, sono le conifere.

Come abbiamo già visto esistono intervalli di temperatura al di fuori dei quali la pianta rallenta la sua attività vegetativa entrando in una fase di latenza, in particolare al di sopra dei 35°C. l’attività di suzione della radice rallenta in modo quasi completo. Può succedere che la concomitanza di temperature superiori al limite citato in presenza di vento secco portino alla disidratazione della pianta, innaffiare in queste condizioni sarebbe poco opportuno, occorrerà invece portare l’albero in una posizione ombreggiata raffreddando la chioma con frequenti vaporizzazioni ed attendere l’abbassarsi della temperatura per riprendere l’annaffiatura del Bonsai, inserire il vaso in sabbia umidificata, può riattivare la funzionalità radicale. Si tenga conto che una temperatura ambientale anche superiore ai 35°C. non necessariamente significa che gli alberi entrino in latenza, infatti, in condizioni normali la loro chioma a causa della traspirazione si trova sempre ad una temperatura di parecchi gradi al di sotto di quell’ambiente. Per quanto su riportato è consigliabile in estate posizionare sempre i nostri Bonsai in luogo fresco ed ombreggiato, questo vale tanto più se le piante hanno un’abbondante ramificazione e sono ben vegetati.

Nel Link sottostanti troverete i consigli per la corretta annaffiature del Bonsai.

Consigli per una corretta annaffiatura del Bonsai

Rapporto luce-acqua

Il rapporto tra la luce che colpisce il nostro Bonsai e l’acqua che gli diamo determina la dimensione delle foglie. Quanta più è la luce, tanto più i rami e le foglie resteranno piccoli, viceversa quindi se la luce è poca e l’acqua è tanta avremo alberi con foglie grandi. Questa è una regola molto importante per ottenere una corretta miniaturizzazione di un albero e quindi ci rendiamo conto quanto siano importanti luce ed acqua per un Bonsai. Se c’è una buona esposizione del Bonsai, ci sarà una elevata fotosintesi, favorevole alla crescita delle piante: gli internodi (lo spazio tra una foglia e l’altra) saranno più corti e ne gioverà la struttura della pianta. Le gemme e i nuovi germogli saranno più robusti, le foglie saranno piccole e turgide, gli eventuali fiori sbocceranno con abbondanza e sarà agevolata l’allegagione ovvero la nascita del frutto, sarà anche più difficile che l’albero sia attaccato dalle malattie e dai parassiti. Quindi l’esposizione del Bonsai insieme alla annaffiatura sono fondamentali nella crescita della pianta.

Consulta anche:

Esposizione del Bonsai

Annaffiatura del Bonsai ultima modifica: 2015-04-01T10:06:06+00:00 da Indrit

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