Consigli per una corretta annaffiatura

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Consigli per una corretta annaffiatura del Bonsai (guida generale)

Per una corretta annaffiatura il terreno dei vasi, in superficie, deve sempre essere smosso, soprattutto in prossimità del fusto, ciò faciliterà l’annaffiatura del ceppo. E’ facile che alberi che s’innaffiano con i sistemi tradizionali: annaffiatoio, pompa d’irrigazione, spruzzatore, irrigazione a pioggia e per gocciolamento mantengano arida la parte centrale della zolla. Infatti, la superficie di separazione tra il contenitore ed il terreno, i fori di drenaggio ed il posizionamento sopraelevato del nebari dei nostri Bonsai, concorrono ad indirizzare l’acqua verso il bordo dei vasi.

annafiatura a immersioneUn sistema che evita l’inconveniente citato è l’annaffiatura per immersione, essa si seguirà con acqua al di sopra od al di sotto del bordo del vaso ed è un buon sistema di ricambio gassoso all’interno della zolla. Di contro questa procedura è lenta ed onerosa: ha bisogno di tempi lunghi di colatura e impoverisce velocemente il terreno asportando notevoli quantità di sali solubili. Si può innaffiare per immersione ogni tanto mentre la normale irrigazione conviene eseguirla ripassando non meno di tre volte ogni pianta in modo che l’acqua passi attraverso i fori di drenaggio rinnovando anche l’ossigeno del substrato. L’annaffiatura in profondità eviterà la crescita delle radici in superficie e durante l’estate eviterà altresì che le radici non trovino sufficiente umidità nel terreno. Per quanto riguarda l’annaffiatura per immersione si consiglia l’aggiunta di concime idroponico all’acqua, in questo caso si ridurranno i danni da dilavamento.

La frequenza

Per quanto riguarda la frequenza delle annaffiature essa dipende dalle singole specie quindi a seguito si daranno solo alcune regole:

  • le conifere, pini, cedri, abeti, ecc. preferiscono rimanere leggermente secche prima di essere nuovamente bagnate, questo fatto facilita l’attecchimento dei funghi simbionti che instaurano la micorizza tanto utile alla vita delle piante appartenenti a questo ordine di vegetali;
  • le azalee, gli aceri, i faggi, gradiscono che il terriccio risulti costantemente umido;
  • gli alberi da fiore così come i fruttiferi, necessitano di un maggior apporto d’acqua durante i periodi della maturazione dei frutti, meno durante la fioritura;
  • le caducifoglie gradiscono abbondanti annaffiature durante il periodo primaverile.

Dipende dalla stagione o/e l’ambiente in cui si trova il Bonsai, in quanto è chiaro che se ci troviamo ad Agosto con la pianta esposta in pieno sole le annaffiature dovranno essere quotidiane se non addirittura più frequenti.

Dipende anche dal tipo di terreno. Bisogna sapere se si tratta di un terriccio in grado di drenare molto l’acqua (ovvero trattenere poca acqua come nel caso di terriccio con presenza di alta percentuale di ghiaia o sabbia) oppure un terriccio che trattiene molta acqua come ad esempio lo sfagno o gran parte dei terricci “universali” che si trovano in commercio.

In ogni caso il suggerimento sempre valido è quello di toccare il terriccio con le dita e interpretare il livello di umidità. Questo significa che se il terriccio è umido non solo è inutile fornire altra acqua ma può essere molto dannoso per la pianta continuare ad avere un eccesso di umidità, in quanto provoca il marciume o la presenza di muffe che portano alla arcescenza delle radici con conseguente morte della pianta.

Tutti le specie da interno hanno necessità di Bonsai Ficus Retusa - microcarpa vaporizzare nebulizareessere nebulizzati con frequenza e regolarmente innaffiati nel periodo invernale quando l’atmosfera degli appartamenti in cui sono ricoverati è particolarmente secca a causa del riscaldamento domestico. Notevole importanza ha poi il tipo d’acqua da impiegare, quella piovana un tempo era la più indicata ora occorre fare alcune doverose considerazioni sul suo uso. L’acqua piovana durante le precipitazioni è un eccellente diluente atmosferico, infatti, per il suo altissimo potere solvente veicola moltissima parte dei componenti prodotti dalle innumerevoli attività umane il così detto smog. E’ questa la causa della comparsa delle deprecate “piogge acide” che tanto danno arrecano al patrimonio boschivo di tutte le nazioni industrializzate della terra. Durante un periodo piuttosto lungo di precipitazioni l’acidità tende a ridursi in modo direttamente proporzionale al perdurare della pioggia. Quindi si consiglia di usare acqua piovana prelevata in zone notoriamente a basso carico d’inquinamento atmosferico, prelevandola possibilmente alcune ore dall’inizio della precipitazione e possibilmente quando questa si prolunga nel tempo. Il pH ottimale per qualunque tipo d’acqua usata deve rimanere nei limiti compresi tra 7,5 e 6,5.

L’acqua corrente è una buon’alternativa a quella piovana purché non provenga da corsi d’acqua inquinati da scarichi urbani o peggio ancora industriali. L’ideale sarebbe usare l’acqua di fonte o di falda profonda. L’acqua degli acquedotti purtroppo è sempre addizionata al cloro usato come disinfettante, spesso poi risulta avere una notevole durezza ( alto contenuto di carbonato di calcio ), un indicatore della durezza dell’acqua è la crosta bianco-giallognola che si deposita sul bordo dei vasi. Si può ovviare a quest’inconveniente ponendo l’acqua delle annaffiature in un contenitore e lasciandola depositare per alcuni giorni all’aria.

Un suolo troppo ricco di sali è un suolo sterile, per questo motivo le idroconcimazioni devono cedere al terreno basse concentrazioni saline sarà poi opportuno ripeterle con una certa frequenza. In ogni periodo dell’anno in cui l’annaffiatura delle nostre piante sarà problematica occorrerà sospendere la pratica della concimazione. Il drenaggio ed i relativi fori garantiscono anche l’eliminazione ad ogni annaffiatura dell’eccesso di sali eventualmente presente nel terreno.

Nel periodo estivo le annaffiature vanno eseguite nei periodi più freschi della giornata, si deve evitare di bagnare i vasi caldi soprattutto se esposti al sole ( calore ed umidità sono le condizioni ideali per la proliferazione dei patogeni e delle crittogame ) L’acqua usata per le irrigazioni dovrà inoltre essere sempre a temperatura ambiente. E’ bene innaffiare alla mattina in modo che l’acqua fornita sia utilizzata durante il periodo più caldo della giornata.

Un accorgimento che consente di mantenere una certa umidità anche nell’aria circostante la pianta senza il rischio che il vaso resti immerso in acqua è la presenza di un sottovaso, riempito completamente di argilla espansa (la si può trovare presso tutti i fioristi, garden o supermercati).

Nel periodo invernale le annaffiature vanno eseguite nelle giornate soleggiate possibilmente nel mezzogiorno, operando in questo modo la pianta avrà tempo di assorbire l’acqua necessaria, eliminando per colatura quella in eccesso, questo sistema eviterà che le eventuali gelate notturne danneggino i nostri Bonsai. L’accorgimento del sottovaso si può utilizzare anche d’inverno ma solo per i Bonsai da interno.

E’ buona norma annaffiare il Bonsai fino a quando l’acqua non comincia a uscire dai fori di drenaggio in modo da assicurarsi che sia giunta ai peli radicali, responsabili del 90% della nutrizione. Poi attendere 5- 10 minuti e ripetere l’operazione.

La vaporizzazione dei Bonsai è poi una pratica da tenere in seria considerazione, essa dovrebbe essere eseguita con acqua demineralizzata, infatti, le acque calcaree evaporando lasciano sulle foglie residui salini che possono danneggiare gli stomi delle medesime, la vaporizzazione oltre a termoregolare la chioma delle nostre piante nei periodi particolarmente caldi, serve ad eliminare la polvere ed a condizionare l’attacco dei vari acari nocivi (ragnetto rosso ecc.).

Carenza d’acqua:

Si riconosce dall’aspetto sofferente della pianta che presenta foglie sbiadite e rivolte verso il basso. Molto spesso il cosiddetto “colpo di secco” provoca la caduta immediata delle foglie anche se ancora verdi, in questo caso infatti basta dare un piccolo colpo alla pianta per avere una cospicua caduta di foglie. In questo caso dare l’acqua abbondantemente e riparare la pianta in ombra.

Eccesso d’acqua:

È sicuramente più pericoloso della carenza. Un bonsai innaffiato troppo, all’inizio vegeta rigogliosamente con foglie di un bel colore intenso, poi, inizia a virare sul verde chiaro e sul giallo per arrivare poi ad avere foglie con macchie nerastre a causa del marciume che ha divorato tutto l’apparato radicale. In questo caso il salvataggio è più complesso e molto spesso è necessario intervenire con un tentativo di trapianto anche fuori stagione provvedendo a cambiare il terriccio che troverete sicuramente completamente impregnato d’acqua e con le radici della pianta marcite o semi-marcite. Utilizzate terriccio in grado di drenare meglio l’acqua, tenete bene al riparo la pianta da eccessi di sbalzi di temperatura, dal vento e dalle intemperie.

Come innaffiare in nostra assenza (quando siamo fuori per lavoro o in vacanza):

Se ci dovessimo assentare d’inverno non sarebbe un grosso problema in quanto basta dare una bella innaffiata e per 2-3 settimane i Bonsai non dovrebbero subire danni. D’estate invece potrebbero bastare 3-4 giorni senza innaffiarli per perderli. I metodi per non lasciare i Bonsai (ma anche altre piante) al secco sono svariati e il loro utilizzo dipende dalla durata della nostra assenza e dal periodo dell’anno.

  • Uso del sottovaso durante l’estate – fino a 3 giorni, primavera e annaffiatura con sottovaso con acquaautunno – fino a 5 giorni. In questi casi possiamo consentire al vaso di toccare l’acqua. Come sappiamo è un metodo sbagliato ma che in casi eccezionali può essere utilizzato.
  • L’utilizzo dell’irrigatore automatico è il sistema più sicuro soprattutto se dobbiamo assentarci per molto tempo, c’è anche chi lo utilizza sempre. In commercio ne esistono di vario tipo: temporizzati, con rilevatore di umidità, con cisterna posta in alto e una semplice valvola di apertura, con cisterna posta in basso e una pompa, con annaffiatura a goccia o a spruzzo, ecc.

Rapporto luce-acqua

Il rapporto tra la luce che colpisce il nostro Bonsai e l’acqua che gli diamo determina la dimensione delle foglie. Quanta più è la luce, tanto più i rami e le foglie resteranno piccoli, viceversa quindi se la luce è poca e l’acqua è tanta avremo alberi con foglie grandi. Questa è una regola molto importante per ottenere una corretta miniaturizzazione di un albero e quindi ci rendiamo conto quanto siano importanti luce ed acqua per un Bonsai. Se c’è una buona esposizione del Bonsai, ci sarà una elevata fotosintesi, favorevole alla crescita delle piante: gli internodi (lo spazio tra una foglia e l’altra) saranno più corti e ne gioverà la struttura della pianta. Le gemme e i nuovi germogli saranno più robusti, le foglie saranno piccole e turgide, gli eventuali fiori sbocceranno con abbondanza e sarà agevolata l’allegagione ovvero la nascita del frutto, sarà anche più difficile che l’albero sia attaccato dalle malattie e dai parassiti. Quindi l’esposizione del Bonsai insieme alla annaffiatura sono fondamentali nella crescita della pianta.

Consulta anche:

Esposizione del Bonsai

Consigli per una corretta annaffiatura ultima modifica: 2015-04-01T14:48:39+00:00 da Indrit

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