Legna secca “Jin” “Shari” “Sabamiki”

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Formazione di legna secca (l’invecchiamento): Jin, Shari e Sabamiki.

Tra le tecniche speciali di modellatura che consentono di aumentare l’aspetto vetusto di un albero una delle più usate è la creazione della legna secca. La longevità che nel bonsai rappresenta l’aspirazione che l’essere vivente ha nei confronti dell’eternità, si estrinseca dunque attraverso i segni che ricordano la lotta che nel tempo l’albero ha dovuto sostenere per sopravvivere. Questi segni sono dovuti ai traumi avvenuti nel tempo a causa: degli agenti atmosferici, degli eventi naturali, degli animali, ecc.

In pratica si estrinsecano in alcune zone di legna morta, scortecciata e sbiancata esse assieme alla contorsione del tronco danno origine all’impressione di forza, tenacia e potere che l’albero rappresenta. I migliori esempi di legna secca nascono dalla capacità di saper osservare gli esempi che la natura ci presenta nelle innumerevoli sue manifestazioni.  Osservando esempi di legna secca in natura si osservi anche il contesto generale della pianta su cui queste manifestazioni si trovano, la legna secca non è mai un particolare singolo sull’albero, essa sarà sempre accompagnata da tutta una serie di particolari che ne spiegano la sua formazione.

Ci sono tre tipi di legna secca :

JIN. E’ la porzione d’apice o di ramo (moncone risultante dalla potatura), scortecciata scheggiata e sbiancata.

SHARI.  E’ quella porzione di tronco scorticato che esposto alle intemperie si sbianca.

SABAMIKI.  Si riferisce a zone del tronco che possiede fenditure o cavità.

ginepro bonsai eretto informale jin shariSono tecniche soprattutto consigliate quando si parte da materiale da vivaio di notevoli dimensioni. Invece di usare il procedimento della capitozzatura, si creano delle zone di passaggio di legna secca che dissimuleranno le tracce della potatura di formazione. Il mantenimento in buone condizioni della legna secca e scolpito, si ottiene con l’applicazione a pennello di solfuro di calcio. Questo composto agisce come antimarciume e fungicida, a volte si usa colorare il solfuro per ridurre il tono eccessivamente chiaro che questo prodotto da al legno trattato. Alcuni maestri usano inchiostro di china alcune gocce di solfato di rame aggiunto al solfuro danno lo stesso effetto.

Nei link sottostanti troverete tutte le tecniche:

FORMAZIONE DI “JIN”

FORMAZIONE DI “SHARI”

FORMAZIONE DI ” SABAMIKI”

LIQUIDO JIN

Legna secca “Jin” “Shari” “Sabamiki” ultima modifica: 2015-06-16T21:43:53+00:00 da Indrit

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