Liquido JIN e la tecnica “SABAMIKI”

liquido jin bonsai legna secca boccetta

Preparazione del liquido Jin (solfuro di calcio) e la sua applicazione

La preparazione del solfuro di calce non è particolarmente difficile purché si seguano alcune semplici norme di prudenza, infatti questi composti durante la loro sintesi sviluppano acido solfidrico che è un prodotto tossico con il classico odore d’uova marce. Occorrerà preparare il composto all’aperto operando su un fornello a gas portatile. Operate distante dai bonsai o da altre piante che potrebbero vedersi ustionate le foglie dai vapori dell’anidride solfidrica sviluppati durante il processo di sintesi. Usate guanti pesanti di gomma, operate con fornelli stabili, il recipiente in cui preparare il solfuro andrà in porcellana o in vetro resistente al fuoco.

I componenti base per fare il liquido jin sono lo zolfo ventilato e la calce agricola, entrambi i prodotti si trovano presso i magazzini che vendono prodotti per trattamenti agricoli, e per il loro acquisto non servono permessi particolari. Si usano 60 gr. di calce e 88 gr. di zolfo da far bollire per circa 15 – 20 minuti in 800 cc. d’acqua meglio se demineralizzata, (si trova in farmacia). Il composto è pronto quando acquisterà un liquido jin bonsai legna seccaforte color giallo ocra. Tolto dal fornello risulterà inizialmente torbido per poi depositare nel giro di una decina di minuti la parte residuale di calce e zolfo. Lasciate depositare il tutto quindi prelevate la sola parte liquida mettetela in contenitori di vetro o di plastica possibilmente scura, la luce tende a precipitare il solfuro di calce, nel contenitore non deve esserci aria se non in minima quantità perché l’ossigeno precipita il composto sul fondo del contenitore in un deposito biancastro, proprio quello che darà la ricercata colorazione alla nostra legna secca.

Giugno, luglio, agosto, sono i mesi migliori per il trattamento col solfuro di calcio (liquido jin) per evitare che la legna secca prodotta vada soggetta a fenomeni di marciume o di fungosi. Il preparato dovrà applicarsi nei giorni assolati durante le ore più calde sul legno completamente asciutto. Il composto va dato con un pennello che andrà immediatamente lavato dopo l’uso in acqua corrente, perché il solfuro di calcio è caustico, per lo stesso motivo occorrerà proteggere il terreno del vaso al fine da evitare danni alle radici ed al substrato. Si deve ripetere l’operazione due volte l’anno durante i mesi estivi con un intervallo di almeno un mese. Si continui cosi per due anni, dopo di che s’intervenga solo più per rinfrescare il colore che col tempo e le annaffiature tende a svanire.

Formazione di ” SABAMIKI”

Per sabamiki s’intende albero con tronco cavo o spaccato , anche in questo caso lo scopo è di ottenere l’effetto di un vecchio albero colpito dal fulmine o danneggiato dalle intemperie e dagli anni. Si usa questa tecnica soprattutto quando si opera su materiale da vivaio che per le grandi dimensioni abbia subito nel processo di formazione drastiche potature di difficile mimetizzazione. Un grosso ramo asportato d’impossibile rimarginazione, una capitozzatura totale, possono essere recuperati ricavando una fenditura nel tronco o con il parziale svuotamento del medesimo .

Sabamiki bonsai durante primavera tronco scavato legna seccaSabamiki bonsai tronco scavato legna seccaSabamiki bonsai durante inverno tronco scavato legna secca

Liquido JIN e la tecnica “SABAMIKI” ultima modifica: 2015-06-17T19:44:40+00:00 da Indrit

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>