Literati o astratto “BUNJIN”

literati, astratto stile bonsai

Lo stile dei Literati o lo stile Astratto

Si crede che l’iniziatore dello stile dei Literati (BUNIJN) sia stato un cortigiano che, ad un certo punto della sua vita ha voltato le spalle alla sua elevata condizione sociale, scegliendo un modo di vivere meno convenzionale. Il mondo occidentale identifica questo movimento culturale con la scuola meridionale di pittura cinese di paesaggio denominata NANGA. I pittori di questa scuola non erano artisti professionisti, ma studiosi di religione, filosofia e belle arti.

Soffocati dalle rigide etichette del loro raffinato mondo, diventarono girovaghi ed eremiti. Vivevano in remote capanne sulle montagne, dedicandosi alla contemplazione, al bubbismo, alla scrittura, alla poesia e alla pittura. Questa ricerca di libertà la comunicarono attraverso gli alberi che raffiguravano nei loro stupendi dipinti il paesaggio. Alberi dal tronco allungato, con pochi rami drasticamente impostati, linee forti, posizioni talvolta rigide, che denunciano i loro legami con l’arte calligrafica, la scrittura col pennello, basilare conoscenza di ogni uomo di cultura.

literati, astratto stile bonsai 1L’origine dello stile astratto BUNJIN è quindi da ricercare nel desiderio di un maestro bonsaista, educato con regole complicate che d’improvviso, vuole evadere verso uno stile di vita libero. Circa duecento anni fa, ci sono riusciti anche i pittori giapponesi HOKUSAI KATSUSHIKA (1760 – 1849) e HIROSHIGE ANDO (1797 – 1858), autori di bellissimi paesaggi. Nelle loro opere, i tronchi e i rami degli alberi s’incrociano. Sarebbero disordinati in ogni altro stile bonsai, no nello stile dei Literati.”

A causa della cultura dei loro inventori, questo stile prende il nome di “stile Literati”, anche se qualche autore ritiene che tale nome derivi più che dal retroterra culturale degli ideatori dello stile, dalla forma “astratta” che spesso queste piante mostrano, forma che richiama la sagoma di un letterato intento alla lettura. Questo stile astratto ha come caratteristica principale, la libertà di impostazione, questa è tale da violare in molti casi tutti i principi che per gli altri stili vanno rispettati. Uno stile indefinito senza una forma specifica da definire è difficile da descrivere. Il bunjin, come dovrà quindi essere caratterizzato?

In questo stile, la semplicità e l’espressione che dovranno prevalere daranno all’insieme un armonia, a volte trasgressiva, ma in grado di creare comunque tensione drammatica mista ad un inequivocabile senso di libertà. Lo stile ha comunque alcune caratteristiche che lo identificano, una di queste è la vetustà dalla quale deve trasparire il vissuto di una pianta sottoposta a condizioni climatiche avverse. Nello stile bunjin il tronco non è quasi mai dritto, la vegetazione ridotta è localizzata sull’apice, questa caratteristica impone un tronco lungo, necessariamente interessante il cui fluire verso l’alto individui una linea di sofisticata semplicità. Su questo è meglio evitare la focalizzazione di punti particolari, quindi, per quanto è possibile, devono essere esclusi gli “jin”.

Il BUNJIN non necessariamente deve ricercare l’equilibrio, bensì l’armonia generale della forma. Esso si adatta anche allo stile kengai.

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Literati o astratto “BUNJIN” ultima modifica: 2015-04-16T10:43:35+00:00 da Indrit

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