Origine del Bonsai

origine bonsai

L’origine del bonsai

 

La storia, i racconti e la prima testimonianza fisica ci dicono che l’origine del bonsai risale a circa 3500 anni fa. Il primo bonsai più vecchio è stata trovato in Cina. All’interno di una tomba, di un cinese di alto rango appartenente alla dinastia reale Shang, è stato ritrovato un PENJING  (che equivale al bonsai cinese) in un vaso destinato al corredo funerario. La particolarità di questo bonsai è che un sistema di irrigazione a goccia concepito nella tomba sotterranea aveva mantenuto in vita per lungo tempo questo pino a tre aghi, di una specie considerata ormai estinta.Il pino in questione era sistemato su un vaso d’oro, elemento che ci fa capire quanto fosse tenuta in considerazione una tale forma d’arte.

Quindi differentemente da quanto si pensa il bonsai nasce in Cina. Successivamente diventa una vera e propria arte in Giappone.

I cinesi avevano da sempre questa voglia di rappresentare l’universo in miniatura per cercare di catturare la bellezza della natura, lo fecero attraverso la miniaturizzazione dei paesaggi distinguendo due diversi tipi di arte: il SUISEKI  (l’arte di miniaturizzare le montagne) e il BONSAI (l’arte di miniaturizzare gli alberi).Oltre che per fini estetici e ascetici l’arte del bonsai si sviluppa non solo tra le persone benestanti ma anche all’interni dei popoli nomadi come i mongoli per necessità di trasportare piante officinali in piccoli vasi.

Dunque il bonsai arriva solo in un secondo momento in Giappone, trail 794-1185 d.C, qui subisce una importante trasformazione diventando una vera e propria arte. Infatti nei due paesi il bonsai è presente e si sviluppa ma con una differenza sostanziale legata alle diverse religioni presenti nei due stati: in Cina è diffuso il Taoismo e si prevede un ridotto intervento dell’uomo, mentre in Giappone troviamo lo Shinotismo e viene previsto un grande intervento dell’uomo per poter praticare in modo impeccabile l’arte del bonsai.

Il bonsai classico (nel quale si punta alla “albericità”, si cerca di rimanere il più possibile fedeli alle forme naturali degli alberi)  nasce in Giappone nel periodo Edo che va dal 1615 al 1868 d.C dove vengono introdotte tutte le principali tecniche bonsaistiche e dove nascono i sette principi Zen dell’estetica orientale”, che abbracciano non solo il bonsai ma anche altre forme di arte orientale come l’ikebana, la cerimonia del te, la keido etc.

All’inizio del 1900 viene introdotto prima in Giappone, poi si svilupperà in tutto il mondo, il bonsai moderno chiamato “Avanguardia Bonsai” (nel quale si fa un passo avanti e in questo momento il bonsai  si evolve ad un livello superiore diventando arte) grazie a tre grandi maestri Kobayashi, Murata e Kimura,  pur mantenendo la naturalità dell’albero si cerca di riprodurre delle forme non proprio botaniche ad esempio con l’utilizzo dello spago, del fil di ferro e della legna secca.

Cerchiamo di capire cosa si intende per “estetica orientale” e quale è la strada da intraprendere per raggiungere IL BELLO nel bonsai.

L’estetica è considerata “la meditazione dell’arte”, si fa bonsai per rendere fruibile l’arte e la bellezza agli altri e suscitare in loro emozioni. “La dottrina del bello” è l’esperienza del bello attraverso la procedura dei prodotti dell’arte, non si fa arte per se stessi ma per gli altri, infatti alla fine del percorso il bonsaista deve lasciare libera la sua opera allontanandosi da essa.

In oriente il bonsai e l’estetica orientale vengono visti come un percorso di vita che si divide in 3 passaggi: SHU dove si apprendono le regole osservando il maestro, HA dove si mette in pratica la tecnica appresa e infine RI dove l’allievo diventa maestro e va oltre le regole. Questo percorso in oriente è visto non solo come percorso relativo al bonsai ma in generale in tutte le cose che si fanno come percorso vero di vita che porta a capire, apprendere per poi andare oltre.

Una celebre opera teatrale giapponese “Hachi-No-Ki” (La storia nei vasi), racconta la storia del sacrificio dei bonsai di un samurai durante una gelida notte del 1383 d.C. In questa notte il samurai ricevette la visita dello Shogun (grado militare di generale) e mandò la moglie a tagliare i 3 bonsai preferiti per bruciarli e riscaldare così l’illustre ospite che viaggiava in incognito. Questa breve storia ci permette di capire l’uso del bonsai e del suo sacrificio come simbolo della cultura e dell’ospitalità giapponese.

Origine del Bonsai ultima modifica: 2015-03-06T12:51:53+00:00 da Indrit
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