Malattie e caduta delle foglie dei Bonsai

malattie e caduta delle foglie dei bonsai

Tutte le malattie cui sono esposti i Bonsai:

Antracnosi: macchioline del diametro di 1–2 mm, grigiastre al centro e bordate di rosso, la parte centrale presenta puntini neri costituiti dagli acervuli (fruttificazioni agamiche ) del fungo. Le manifestazioni possono comparire con minor frequenza sui rametti causando il disseccamento dei medesimi, le stesse lesioni possono presentarsi sulle nervature. La malattia non arreca, in genere, danni di rilievo. Spruzzare soluzioni a base di mancozeb o captano, o simili, sulle foglie.

Arrossamento gli aghi: gli aghi dei rami più bassi ingialliscono durante l’inverno e si macchiano di punti neri in primavera, alla fine divengono rossastri e cadono. Questa patologia non è da confondersi con l’arrossamento degli apici degli aghi che è sintomo di squilibrio tra l’alimentazione della pianta e la traspirazione. Distruggere le parti danneggiate, evitando gli eccessi di umidità del terriccio; da luglio a settembre, trattare con anticrittogamici rameici.

Alternariosi fogliare: all’inizio compaiono sulle foglie piccole macchie necrotiche circolari. Manifestazioni simili si possono riscontrare sui rametti immaturi, di norma, all’altezza dei nodi, i rami appaiono decolorati e talvolta seccano nella parte apicale; formazione di pustole sulle parti malate. Tagliare i rami colpiti e spruzzare con anticrittogamici tipo clortalonil, tiram e simili. Moderare la concimazioni azotate.

Bolla: rigonfiamenti bianchi o rossastri sulle foglie che poi seccano. Il processo infettivo è favorito dalle primavere fredde e piovose, mentre con temperature di 25 °C. e scarsa umidità il processo si arresta. Distruggere le foglie morte e trattare con soluzioni a base di rame alla caduta delle foglie, durante la stagione invernale, quindi all’ingrossamento delle foglie . In alternativa ai prodotti rameici usare tiram.

Batteriosi: Le foglie presentano aree traslucide che poi anneriscono provocando la morte anche dei germogli. I bottoni fiorali marciscono. Tagliare i rami ammalati e trattare con fungicidi rameici, evitare interventi irrigui di nebulizzazione.

Brusca parassitaria: Determina il disseccamento parziale delle foglie. Nei casi gravi influisce sul vigore della pianta. Poltiglia bordolese.

Corineo: Questa malattia colpisce le foglie, i rami e i frutti; le foglie presentano macchie circolari che si allargano (colore rosso violaceo). Dopo qualche tempo i tessuti ammalati si staccano e le foglie restano bucate. I rami hanno lesioni fino a “cancri aperti”; i frutti giovani hanno piccole areole arrossate, dopo qualche tempo i tessuti colpiti da corineo si ricoprono di piccoli cuscinetti neri che sono le fruttificazioni del parassita. Lo sviluppo di questo fungo è influenzato dalle condizioni termiche e dall’umidità dell’ambiente.  Si combatte con trattamenti a fine autunno di clortalonil o ziram.

Cancro: lesioni delle cicatrici e delle screpolature tra le ramificazioni che rigonfiano e si screpolano, i rami muoiono. Comparsa di punti rossi sul legno. Tagliare i rami malati. Raschiare i cancri e ricoprire di mastice le lesioni. Nebulizzare fungicidi a base di rame quando cadono le foglie, quindi sulla vegetazione impiegando dodina .

Cancro del faggio: sulla corteccia dei nuovi germogli si forma un anello nero e le foglie muoiono. Tagliare i rami ammalati. Disinfettare con soluzioni concentrate di sali rameici. Caduta dei bottoni fiorali: i bottoni non si sviluppano e cadono provocando imbrunimento ai margini dei fiori. Ridurre le annaffiare durante la fioritura ed evitare sbalzi di temperatura e il sole diretto.

Cancro del larice: lesioni sui rami che ne provocano poi il disseccamento. Non si conoscono trattamenti.

Cancro nero: Macchie nere sulle nervature delle foglie e lesioni sui rami. Le foglie si arrotolano e cadono. Eliminare le parti malate e trattare con fungicidi a base di rame in primavera e poi alla caduta delle foglie.

Cercosporiosi: macchie brune sui germogli delle piante che in seguito deperiscono. Fungicidi a base di rame o ziram.

Clorosi: i bordi delle lamine delle foglie ingialliscono. Le foglie nuove cadono. Fertilizzare con azoto, ferro, magnesio e zinco. Evitare eccessive annaffiature e correnti d’aria. Corineum cardinale: le foglie delle conifere diventano rossastre vi si formano pustole nere da cui esuda la resina. Eliminare i rametti colpiti, aggiungere potassio al terriccio e trattare con fungicidi sistemici tipo benomil.

Croste nere: le foglie si presentano con evidenti incrostazioni nerastre. Togliere le foglie malate e irrorare con fungicidi a base di rame.

Disseccamento parassitario dei rami: i germogli ed i rami giovani disseccano e su di essi si formano cancri. Eliminare i rami ammalati. Disinfettare con soluzioni concentrate di sali rameici.

Disseccamento dei germogli: gli aghi alla base dei germogli, delle conifere, ingialliscono e cadono, i rami disseccano. I ramuli fogliari si spogliano e disseccano. Irrorare con fungicidi a base di zolfo, maneb, ziram.

Disseccamento dei ramuli: I ramuli fogliari disseccano e si ha la perdita delle foglie. Tagliare i ramuli ammalati e spruzzare fungicidi rameici.

Disseccamento dei fiori: evitare l’annaffiatura dei fiori. Compaiono macchie brune sui petali che provocano la cascola fiorale. Eliminare tutti i fiori ammalati e rinnovare il terriccio superficiale.

Elmintosporiosi: I rami hanno lesioni gialle che poi diventano brune, alla fine si propagano su tutto l’arbusto. Trattamento preventivo di Captano e disinfestare la terra al momento del rinvaso annaffiando il terreno con una soluzione concentrata di benomil.

Entomosporiosi: macchie rosse, poi brune, sulle foglie, che seccano e cadono. Eliminare le foglie malate e trattare con fungicidi a base di zineb.

Fumaggine: le foglie presentano incrostazioni nere che derivano dall’insediarsi del Capnodium citri, come saprofita della melassa delle cocciniglie e degli afidi. La presenza di depositi carboniosi si trova anche sul fusto. Pulire le foglie con acqua e alcool, distruggere gli insetti con insetticidi specifici e impiegare poltiglia bordolese.

Fusariosi: e una patologia che si ingenera a seguito di ferita da grandine o potature, gli agente patogeni possono essere tanto la Gibberella baccata che il Fusarium lateritium. Le foglie imbruniscono a partire dalla parte centrale e poi seccano e cadono. Evitare eccessive annaffiature. Disinfettare i tagli con sostanze appropriate.

Fillostictosi: sulle foglie si formano zone disseccate su cui compaiono pustole nere; poi cadono. Eliminare le foglie ammalate e spruzzare fungicidi a base di rame.

Grafiosi: abbiamo un ingiallimento delle foglie, con nervature brune e rami avvizziti. In seguito le foglie cadono, i rami si curvano e le gemme seccano. Essendo una virosi non si conoscono cure adeguate.

Galle al colletto: si formano escrescenze a forma di cavolfiore al colletto e sulla parte superiore delle radici. Sono bianche, molli, poi brune, lignificate e screpolate. Sopravviene poi marciume. Tagliare i tumori, raschiare le ferite e applicare soluzioni alcoliche. Irrorare il terriccio con fungicidi mercurorganici.

Maculatura fogliare: Si formano sulle foglie macchie di forma triangolare che sono inizialmente bianche, poi imbruniscono; talvolta sono grigie con alone nero. Alcune aree delle foglie disseccano e al centro si formano piccole granulazioni. Eliminare le foglie ammalate. Impiegare fungicidi a base di ram evitando che le foglie restino umide per molto tempo.

Mal secco: Si sviluppa su un ramo apicale; le foglie sbiadiscono e cadono ed anche il ramo perde il colore naturale. In seguito, l’alterazione scende verso il basso, fino a raggiungere le radici. La malattia è provocata da un parassita che si sviluppa negli elementi vascolari legnosi, viene anche detto mal fulminante perché quando l’infezione si sviluppa durante il periodo invernale il decorso della malattia è acropeto portando alla morte la pianta nel giro di pochi giorni. Somministrare Cupravit o Lonacol Ramato.

Malattia del corallo: Si formano cancri sui rami che in seguito disseccano e muoiono. Si nota comparsa di granuli rossi sulle parti ammalate. Eliminare i rami. Non effettuare alcun trattamento chimico.

Monilia: Si notano macchie decolorate sulle foglie e al centro si forma una crosta nera ad alone giallo. Fertilizzare con azoto e impiegare a scopo preventivo fungicidi minerali a base di rame o sistemici a base di tiofanate – metile. Quando le gemme si apriranno, ripetere il trattamento.

Malattia delle strisce rosse: negli aghi si notano, durante l’autunno, macchie gialle. In primavera, sulle lesioni compaiono striature rosse incrostate. Durante la stagione vegetativa spruzzare fungicidi a base di rame.

Mosaico: ingiallimento dei lembi e macchie decolorate che si partono dalle nervature. Le foglie cadono e i petali divengono screziati. Come in tutte le malattie virali non si conoscono terapie efficaci, se non quelle di combattere gli insetti che le trasmettono, in questo caso l’afide nero.

Mal bianco (oidio): L’oidio si presenta sotto forma di macchie biancastre sulla pagina inferiore della foglia e in seguito, la parte colpita ingiallisce e necrotizza. Se la malattia colpisce la foglie giovani, queste non crescono più in modo regolare, si atrofizzano i rami e i germogli. I rametti possono avere una produzione abnorme di nuovi getti molto fitti. Trattamento con prodotti specifici in primavera e autunno, ne esistono moltissimi meglio se sistemici.

Malattia delle macchie concentriche: in primavera compaiono macchie rotonde parallelamente alle nervature bordate di rosso. Pustole nere sulle macchie e lembi disseccati. Eliminare le foglie ammalate e trattare con prodotti rameici.

Moria delle piante: è causata da un micoplasma propagato con materiale vivaistico infetto e trasmesso da Psylla pyricola da P.pyri e P.pyrisuga . Nel decorso lento della malattia si ha una progressiva riduzione di vigoria delle piante con germogli poco sviluppati portanti foglie piccole, verde pallido all’inizio della primavera, quindi rossastre. II deperimento può essere progressivo e concludersi con la morte in quanto la radice, il colletto e il fusto marciscono. Evitare eccessive annaffiature regolarle in base alla temperatura ed umidità ambiente. Effettuare fertilizzazioni con azoto e potassio. Combattere la psylla con fosforiti organici.

Muffa grigia: Sulle foglie si formano tacche grigio brunastre con marciume grigiastro al margine che si propaga su tutta la superficie. Cadono le foglie e i rami si necrotizzano. Evitare eccessive annaffiature e sbalzi di temperatura. Eliminare i rami ammalati e impiegare fungicidi di sintesi tiofanatemetile ecc., moderare le concimazioni azotate.

Marciume radicale: il marciume della radice è causato dai seguente patogeni: Armillariella mellea e Rosellinia necatrix essi aggrediscono le piante debilitate, ubicate in terreni umidi e asfittici. I marciumi causati da A. mellea portano alla comparsa di formazioni miceliali feltrose – fibrose color crema disposte a ventaglio e di cordoni rizomorfici, alfa superficie delle radici colpite, che permettono la progressione del patogeno sulle altre radici o di raggiungere quelle delle piante vicine. Nel caso dei mar- ciumi da R. necatrix il micelio ha un aspetto lanoso ed è localizzato alla superficie delle radici. Le piante colpite vanno incontro ad un rapido decadimento e muoiono. Disinfettare il terreno con benomil.

Maculatura fogliare: Sulle foglie si formano pustole nere che rompendosi emettono polvere gialla (spore) e in seguito le foglie disseccano. Eliminare le parti ammalate, irrorare con fungicidi a base di rame e disinfettare il terriccio.

Necrosi batterica: I fiori e i germogli disseccano e anneriscono come se fossero scottati, poi si accartocciano e cadono. Questo fenomeno si verifica in primavera e in estate. Eliminare i rami ammalati, evitare concimi azotati e terreni con eccessiva umidità. Usare prima della fioritura fungicidi rameici ripetendo il trattamento durante il periodo vegetativo.

Occhio di pavone: Le foglie ammalate hanno sulla pagina inferiore macchie piccole e fuligginose che via via si allargano. In estate le macchie presentano un alone giallo, da cui il nome di occhi delle penne del pavone. Questa patologia colpisce l’olivo in primavera e autunno. Usare Poltiglia bordolese in primavera e a utunno.

Peronospora: Le foglie si macchiano di giallo e sulla pagina inferiore si forma muffa bianca. Cadono le foglie. Eliminare le foglie ammalate e usare fungicidi a base di rame. Evitare ristagni d’acqua nel terriccio.

Perdita delle foglie: Partendo dalla base dei rami, le foglie ingialliscono e cadono. Evitare eccessive annaffiature e posizionare il vaso alla luce.

Riscaldo: La lamina fogliare si decolora e cade. Le foglie sono raggrinzite e bucate. Non nebulizzare le foglie con acqua in pieno sole, evitare il pieno sole sulle foglie, il freddo, le gelate, eccessi di prodotti chimici. Somministrare i fertilizzanti lontano dal tronco del Bonsai, senza toccare le foglie.

Ruggine: Compaiono lunghe tacche gialle sulla corteccia dei giovani germogli e si formano vesciche che rompendosi diffondono una polvere colore ruggine. Dalle ferite esce resina e i rami si accrescono a forma di S, i germoglio seccano. Quando si localizza sulle foglie, appaiono numerose tacche gialle o brune, poi si seccano. Quando compare sugli aghi delle conifere abbiamo tacche rossastre. In aprile-maggio del 2° anno, abbiamo vescicole bianche che si aprono spargendo polvere colore ruggine che poi cicatrizzano. Il terzo anno si formano nuovamente vescicole che portano alla caduta degli aghi. Eliminare le parti malate e pulire le ferite; impiegare fungicidi specifici contro la ruggine, in due interventi distanziati di 15 giorni.

Scopazzi: Abbiamo uno sviluppo abnorme delle gemme e le ramificazioni assumono aspetto cespuglioso. Eliminare i rami ammalati disinfettare i tagli con soluzioni concentrate di prodotti cuprici.

Septoriosi: l’infezione è causata dalla Septoria piricola che fa seccare le foglie, i rametti si deformano e compaiono punti neri sulle parti secche. Eliminare i rami ammalati e impiegare fungicidi a base di rame o ditiocarbammati.

Ticchiolatura: Sulla pagina inferiore delle foglie abbiamo pelurie bianchiccie che inizialmente si sviluppano sulle nervature, in corrispondenza di tali macchie sulla pagina superiore delle foglie macchie oleose. I rami si seccano e poi si contorcono. Eliminare le parti ammalate. Impiegare, in primavera, una miscela. di rame e zineb.

Verticillosi: Le foglie più basse dell’albero avvizziscono e i lembi fogliari ingialliscono e si accartocciano. I Bonsai perde vigore perché la linfa raggiunge con difficoltà la parte aerea. Evitare molto azoto. Eliminare le foglie morte, disinfettare il terreno e trattare con fungicidi, (metilisotiocianato, o bromuro di metile) il tronco e il colletto del Bonsai.

Malattie e caduta delle foglie dei Bonsai ultima modifica: 2015-08-15T07:28:11+00:00 da Indrit

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