Margotta

tecnica della margotta bonsai

Propaggine cinese (margotta)

La margotta è una tecnica attuata su piante adulte, si può praticare in zone non basali dell’albero, deve essere protetta con pellicola di polietilene. Più il legno su cui si applica questa tecnica è vecchio minore è la produzione di radici. Le piante prodotte, di maggior mole, si curano con maggior difficoltà dopo il radicamento. La presenza di foglie attive sulle branche aumenta la formazione di radici. La margotta si esegue durante il periodo vegetativo e comunque dopo lo sviluppo di un sufficiente numero di foglie.

Vi sono alcune procedure per eseguire la margotta, ognuna ha un suo preciso campo d’impiego esse sono: l’intaccatura, l’anulazione, l’anulazione leggera più legatura.

  • L’intaccatura si usa su piante di facile radicamento, quali il ficus. Si pratica un taglio obliquo di circa 1/3 del diametro della branca interessata. Le due superfici del taglio vanno separate con una lastrina metallica, ad esempio rame od alluminio, si tecnica della margotta intaccatura bonsaiprestano bene i fogli d’alluminio che servono per impacchettare i surgelati, in alternativa si possono usare pezzi di polietilene, vinile oppure interporre un frammento di legno o dello sfagno. Nell’intaccatura è bene applicare dell’ormone radicante. il substrato di radicamento inoltre non dovrà essere troppo inzuppato d’acqua per non causare marciume all’incisione, attorno all’incisione così preparata va sistemato il substrato di radicamento (sfango), questo, strizzato, dovrà formare, attorno alla branca, una palla di almeno tre volte il diametro di questa. Attorno allo sfagno è legato con cura un foglio di polietilene largo 20 – 25 cm., in modo che il substrato sia completamente coperto. I lembi del foglio vanno ripiegati tra loro in modo che l’acqua d’annaffiatura non vada ad infradiciare lo sfagno. anche le pa rti terminali devono essere attorcigliate e chiuse con legaccini da fioraio, per lo stesso motivo. E’ meglio rivestire il tutto con carta stagnola affinché la luce non interferisca con il processo di radicamento, in alcune specie vegetali quali i ficus, la formazione di radici avviene anche alla luce, è consigliabile in ogni caso l’oscuramento per evitare che all’interno del substrato si sviluppino alghe che possono compromettere il buon esito del nostro lavoro. Il momento, per togliere la margotta dalla pianta madre, si stabilisce osservando la formazione di radici  attraverso la plastica trasparente dopo aver rimosso la stagnola. Il radicamento avviene, di norma, in due o tre mesi, anche se in molti casi occorre più tempo. E’ bene che le margotte fatte in primavera non siano rimosse prima che la pianta vada a riposo. Le margotte di alcune specie quali: l’ilex agrifoglio, l’ilex serrata, la siringa vulgaris, l’azalea, il rododendro, la magnolia stellata, il liliodendron, le querce, i faggi, dovrebbero essere lasciate unite alla pianta madre per due anni, anche in questo caso le margotte vanno asportate quando non sono in fase attiva di vegetazione. E’ consigliabile sulle margotte di recente asportazione effettuare una decisa potatura della chioma in modo da allineare questa all’espansione delle radici.
  • L’anulazione si usa su piante con poca disponibilità al radicamento, o con corteccia fortemente fessurata. Si praticano due incisioni parallele nella corteccia distanti tra loro circa 1,5 cm., indi si asporta la sezione di corteccia separata dai tagli. Con la stessa lamatecnica della margotta anulatura bonsai usata per eseguire i tagli si raschia il tessuto cambiale messo a nudo. Sulla parte superiore dell’incisione è bene applicare con l’aiuto di un pennellino a setole morbide dell’IBA al 4%, quindi si eseguono le stesse operazioni indicate al paragrafo “intaccatura”.
  • L’anulazione leggera con legatura si usa su alberi a crescita molto rapida e con corteccia liscia e discreta capacità al radicamento, ad esempio gli aceri. Si praticano le incisioni come al punto “2” avendo però l’avvertenza di tenerle distanziate quel tanto che permetta di inserire tra i tagli un filo d’alluminio di quelli usati per il posizionamento dei rami. Praticate le incisioni si dovranno asportare i residui del cambio come per la metodologia precedente quindi applicare il fito-radicante sul taglio superiore. Il filo d’alluminio andrà inserito nell’incisione e legato attorcigliandone le estremità con una pinza questa operazione dovrà chiudere il filo in modo che si formi un anello estremamente teso. Terminata questa legatura si eseguono le stesse operazioni indicate per le due tecniche precedentemente descritte.

Quando le margotte radicate saranno invasate, accorrerà mantenerle per un certo periodo in ambiente fresco ed umido. A tal fine i vasi contenenti le margotte possono essere chiuse in sacchi di polietilene trasparente e mantenuti all’ombra. Se l’operazione d’asportazione è compiuta in autunno, il sistema radicale, purché la temperatura cui è mantenuto durante l’inverno sia sufficiente alta da permetterne l’attività vegetativa, può estendersi tanto da permettere una buona ripresa vegetativa all’aperto nella successiva primavera. Il sistema che da comunque i migliori risultati d’attecchimento delle margotte espiantate è quello di mantenerle per alcune settimane sotto mist prima di metterle all’aperto.

Margotta ultima modifica: 2015-09-24T15:55:13+00:00 da Indrit

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