Parassiti dei Bonsai

parassiti dei bonsai

Parassiti che attaccano le specie Bonsai:

Acari o ragnetti gialli: si trovano sulla pagina inferiore delle foglie dove provocano piccole punture. La foglia ingiallisce e può diventare grigioargentata. Sono particolarmente nocivi a causa del fatto che possono sviluppare fino a 7 generazioni di adulti in un anno. Siccome soffrono i climi umidi il primo consiglio è quello di nebulizzare bene le foglie, più accuratamente sulla pagina inferiore. Impiegare prodotti ad azione insetticida-acaricida o acaricidi specifici, quali benzomate , dicofol + tetradifon .

Aleurodide delle serre: È un piccolo insetto di 2-4 mm di apertura d’ali, ricoperto di fine pruina bianca. Le forme preimmaginali, ad eccezione delle neanidi di primo stadio, sono immobili e vivono sulla pagina inferiore producendo melata e determinando l’ingiallimento delle foglie. Compie un elevato numero di generazioni all’anno con infestazioni frequenti. Per la brevità del ciclo di ogni singola generazione e per l’accavallarsi delle medesime – con presenza di individui in diversi stadi di sviluppo – la lotta si presenta difficile. Sulla melata compare la fumaggine. Quando si rileva la presenza di insetti sulle foglie. Impiegare acefale o fumigazioni con sulfotepp.

Aspidioto (Cocciniglia degli agrumi): si insedia sulla pagina inferiore delle foglie, ricoprendola spesso con incrostazioni, talora anche sui rami, sul fusto e sulle radici superficiali. Ne consegue che le foglie ingialliscono, seccano e infine cadono compromettendo l’intero Bonsai. L’insetto si evolve in 3 generazioni all’anno. Intervenire alla fine dell’inverno impiegando olii bianchi attivati con esteri fosforici. Contro la cascola dei frutti specie nei piccoli agrumi, trattare in luglio contro le neanidi della seconda generazione con olio bianco attivato con fosforiti organici.

Afide laniero: vive sulle parti legnose della pianta e con piccole punture provoca la formazione di galle. Può determinare l’insorgere di malattie fungine e rallentare la crescita dell’albero. Eliminare le galle, disinfettare con una soluzione rameica. In inverno trattare con olii antracenici e alla ripresa vegetativa impiegare olii gialli (olii bianchi con derivati nitrici), all’apertura delle gemme usare prodotti a base di parathion. Alla ripresa vegetativa irrorare le parti legnose del bonsai, specie il colletto, con vamidotion.

Afide verde, Afide nero, Afide galligeno: in aprile si notano larve all’estremità dei germogli. Gli afidi succhiano la linfa dai nuovi germogli. Gli aghi delle conifere raggrinziscono, si deformano, si formano maculature argentee, disseccano e cadono. Si forma la melata che provoca fumaggine, necrosi e ingiallimento del lembo fogliare. Rallenta la crescita dell’albero e si notano necrosi. Cercare di staccare gli afidi innaffiando le foglie. Impiegare insetticidi di origine vegetale quali piretrine, Per eliminare le uova ibernanti dell’afide verde che si insedia nella corteccia della pianta effettuare trattamento preventivo con olii gialli alla fine dell’inverno, prima della crescita delle foglie. Irrorare il tronco ed i rami dopo averli inumiditi. Nella stagione vegetativa, in presenza di afidi che accartocciano la foglia intervenire con prodotti sistemici. In primavera impiegare pirimicarb. Un sistema comunque infallibile, quando gli afidi sono evidenti, è comunque sempre quello di spolverare, usando un apposito soffietto, i parassiti con talco in polvere.

Buprestidi: si nota la presenza di gallerie nel legno rosicchiato. Iniettare insetticidi, a base di lindano o parathion in marzo-aprile, nelle gallerie.

Bruchi (Bombici, tentredini, crisomelidi): le larve di insetti rosicchiano le foglie. Trattare con di insetticidi per brucatori esempio il carbaril.

Cocciniglie (Coccidi, diaspini): I coccidi hanno uno scudetto solidale con il corpo di forma globosa. I diaspini sono insetti immobili che vivono in colonia sulle foglie, frutti e rami. Sono ricoperti da un tegumento di 3 mm grigio-marrone o bruno scuro. Sulle foglie, rami e sul tronco si evidenziano incrostazioni sotto le quali sono visibili a occhio nudo le cocciniglie. Si nota pure la presenza di melata che brucia le foglie; la fumaggine colonizza le parti ricoperte dall’essudato delle cocciniglie. Il tronco si deforma, i rami seccano e le foglie – o gli aghi nelle conifere – ingialliscono e poi cadono. La sintesi clorofilliana si riduce e l’albero muore. Pulire le foglie con acqua e alcool, eliminare i rami infestati. Utile la spazzolatura meccanica del tronco e dei rami. A fine inverno trattare con polisolfuro di bario. All’inizio della primavera impiegare olio bianco attivato con esteri fosforici. All’inizio dell’estate ripetere il trattamento per eliminare le larve mobili. Isolare il Bonsai colpito per evitare contaminazione.

Cocciniglia di S. José: Questo insetto colpisce gli alberi da frutto. Sollevando la corteccia di un ramo infestato si vede una colorazione rossastra. Spesso le piante deperiscono e muoiono. E’ un fitofago molto prolifico e perciò a rapida diffusione. Impiegare ripetutamente durante la stagione vegetativa folithion o oliocin, a fine inverno intervenire con polisolfuro di bario.

Cocciniglia farinosa: Si nota melata ‘ su cui si sviluppa la fumaggine. Si riduce la sintesi clorofilliana, compaiono scudetti bianchi, farinosi e mobili. Le foglie ingialliscono e cadono. Impiegare insetticidi fosforganici.

Chermococchi: Infesta i rami di querce e lecci con un progressivo deperimento dei rami che seccano. Le femmine depongono le uova a maggio, le neanidi sgusciano a giugno e si posizionano sui rami: quelle femminili si collocano sui rami, quelli maschili sulla pagina inferiore delle foglie. Si combattono come le comuni specie di cocciniglie. Impiegare insetticidi fosforganici.

Callidi: Si formano gallerie piatte alla base del tronco con probabile presenza di coleotteri neri. Eliminare i rami attaccati e trattare con insetticidi allo sfarfallamento degli adulti.

Cherme: Formazione di galle sferiche o strobiliformi all’estremità dei nuovi rami. Usare olii minerali attivati con fosforganici a fine inverno; ripetere i trattamenti a metà primavera.

Crisomelidi: I rami si deformano, gli aghi e le foglie vengono rosicchiate e ne consegue una crescita rallentata. Si nota la presenza di coleotteri dai colori brillanti ed iridescenti. Trattare con insetticidi di contatto.

Curculionidi del pino: si nota la presenza di nidi tra le radici, la corteccia del colletto e delle grosse branche appare rosicchiata;si nota proliferazione dei tessuti, emissione di resina dalle lesioni. Gallerie scavate nel legno, gemme ed aghi erosi. Eliminare le parti ammalate e impiegare emulsioni oleose sulle larve, usare insetticidi di contatto a base di esteri fosforici tra marzo ed aprile.

Curculionidi o Punteruoli: le foglie appaiono rosicchiate, la corteccia dei germogli disseccata all’apice. le radici e il colletto sono rosicchiati dalle larve, nelle infestazioni gravi la pianta si presenta ingiallita e disseccata, si arresta la crescita. Ai primi sintomi, rinvasare, eliminando la terra contaminata, tagliare le radici e cambiare il terriccio. Impiegare da maggio a luglio insetticidi a base di esteri fosforici. Si consiglia comunque prima di intervenire con insetticidi di usare la raccolta meccanica scuotendo la pianta su di un telo. Questi insetti se si sentono attaccati si lasciano cadere a terra.

Cecidomia: Si notano larve all’interno dei tessuti fogliari che provocano rigonfiamenti ampollosi. La pianta si defoglia, deperisce. Si può effettuare una potatura o impiegare oxidemeton – metile in estate.

Cerambicidi: nella corteccia si notano fori di ingresso di gallerie scavate dalle larve. I rami seccano e si nota la presenza di coleotteri dalle lunghissime corna sgmentatte. Eliminare i rami colpiti, distruggere le larve introducendo un filo di ferro nelle gallerie.

Cinipi: galle verde-rossastre sui tessuti dell’albero in cui vivono le larve. Galle tondeggianti a forma di carciofo sui, rametti. Tagliare i rami infestati. Non richiede altro trattamento.

Cicadelle: si notano tacche bianche sulle foglie causate dalle punture, il lembo fogliare si decolora, si rallenta l’accrescimento del fusto e le foglie cadono. Presenza di insetti sulla pagina fogliare inferiore. Eliminare i rami colpiti e usare insetticidi di contatto o fosforganici sistemici.

Cossidi: sono lepidotteri notturni che scavano gallerie sotto la corteccia dei tronchi e dei rametti. Presenza di larve rosse o gialle. Eliminare le parti ammalate e introdurre filo di ferro nelle gallerie. Diprionidi: si notano bozzoli bruni sul tronco, sui rami, sugli aghi o nella terra. Rosicchiano gli aghi. Impiegare insetticidi fosforganici ed eliminare i rami invasi dai parassiti.

Erinosi: si evidenziano granulosità rosse e verdi sulla pagina superiore delle foglie. Sulla pagina inferiore, feltro marrone, grigio o bruno. Una fitta lanugine ricopre le foglie che si deformano, compaiono le galle. Usare propargite all’apertura delle gemme.

Eriofide rugginoso: piccolo acaro che altera le foglie (colorazione bruno-rugginosa, piegatura a doccia del lembo fogliare, caduta dei rametti, arresto dello sviluppo) e della frutta (rugginosità, fessurazione, si usa la stessa cura impiegata per combattere l’erinosi.

Galerucella: le foglie sono perforate e resistono solo le nervature, l’albero può diventare rossiccio. Impiegare insetticidi ad azione di contatto.

Geometrici: le foglie sono rosicchiate e le gemme perforate. Le larve sono appese a fili sericei e si lasciano cadere sul terriccio. Impiegare prodotti oleosi a fine inverno.

Iponomeutidi o tignole: le foglie vengono avvolte da tele e numerosi fili sericei uniscono tra loro le foglie che, in seguito, cadono. Sulla pianta si osservano i bozzoli dei lepidotteri e, sulla pagina inferiore delle foglie, le larve. Tagliare i rami infestati. Prima della ripresa vegetativa impiegare olii gialli e, a metà primavera, insetticidi fosforganici di contatto o acefate.

Lumache: il fogliame è reciso, i lembi rosicchiati. La superficie fogliare viene ridotta. Togliere i molluschi, evitare eccessiva umidità nel vaso ed eventualmente impiegare molluschicidi per contatto o ingestione. Alcuni sistemi che danno buoni risultati sono quello di proteggere i bancali spargendo sale sulla loro superficie, oppure distribuendo bassi contenitori riempiti di birra sui bancali, le lumache che sono ghiottissime di questo liquido vanno nei contenitori annegando.

Maggiolino e Maggiolino dei pini: le radici rosicchiate danno rifugio ai maggiolini. Le foglie appaiono frastagliate dagli insetti che se ne cibano. Gli aghi e i rami sono deformati e rosicchiati, ne consegue un’attività vegetativa rallentata. Sono presenti grossi coleotteri brunastri. Irrorare insetticidi sulla terra in autunno per eliminare le larve. In primavera colpire gli adulti con insetticidi di contatto.

Microlepidotteri minatori: le foglie sono minate da gallerie e il lembo viene perforato. I fori che si formano sono cerchiati da punti neri e la sintesi clorofilliana viene ridotta. Impiegare insetticidi fosforganici.

Nematodi: pungono le radici rallentando la crescita della pianta. I nematodi cistogeni provocano marciume e proliferazione di radichette secondarie. I nematodi galligeni provocano la formazione di galle entro le quali si rifugiano provocando la deformazione delle radici. I nematodi ectoparassiti arrestano la crescita dell’albero, le punture provocano l’ingiallimento delle foglie a partire dalla base verso la cima della pianta. I nematodi radicicoli costruiscono rifugi che causano la necrosi delle radici, le quali vengono distrutte. Le foglie ingialliscono e si possono sviluppare malattie fungine. Eliminare le foglie ingiallite e incorporare nella terra bromuro di metile o dicloropropene. Evitare di bagnare in maniera eccessiva il terriccio.

Orchestre: fori circolari che vanno ingrandendosi sulle foglie. Per i limitati danni arrecati non sono giustificati interventi chimici.

Oziorrinco armadillo: appartiene al genere più vasto tra tutti i coleotteri, quello degli Otiorrhynchus. Si nutre del lembo fogliare lasciando sul bordo caratteristici tagli semicircolari. Si nutre durante la notte nascondendosi nelle ore diurne sotto i vasi, nei fori di drenaggio, nelle crepe dei bancali, comunque in zone umide, può risultare particolarmente nocivo all’ulivo alle azalee ed a parecchie altre latifoglie. Si consiglia, se la sua presenza non è particolarmente massiccia, operare la cattura manuale degli individui. Diversamente usare Azinfos – metile + endosulfan.

Pieridi: foglie rosicchiate, epidermide distrutta, riduzione della superficie fogliare. Presenza di larve verdi e arancione. Distruggere le uova, schiacciandole sulle foglie. Per i limitati danni arrecati non sono giustificati interventi chimici.

Processionaria del pino: sono dei bruchi. Nidi sericei tra gli aghi, rami deformati e aghi rosicchiati. Distruggere i nidi eliminando i rametti infestati. Impiegare in settembre prodotti larvicidi.

Piralidi: sono dei bruchi. Cavità sul tronco in cui vi è la resina che si agglutina sulla corteccia. Asportare la resina e impiegare insetticidi a base di acefate.

Psilla: è un insetto che attacca le foglie dei germogli pungendole e causando la deformazione del lembo a “cucchiaio”; provoca il rallentamento dello sviluppo vegetativo. Le parti infestate mostrano secrezioni bianche e cerose, arrossamenti e disseccamento. Tenere la pianta all’aria e alla luce evitando umidità. Impiegare fosforganici in aprile.

Ragnetto rosso ed altri ragnetti: si tratta di un acaro, appartiene ai generi Tetranychus e Metatetranychus, è di dimensioni minuscole, ma sempre visibile a occhio nudo. Attacca maggiormente se la stagione estiva o primaverile è asciutta. L’infestazione è particolarmente estesa negli ambienti domestici caratterizzati da atmosfera molto asciutta. Tenere quindi le piante in ambiente fresco. Nelle conifere: gli aghi si scolorano passando dal giallo al rossiccio, imbruniscono e cadono. Tele sottili sono attaccate ai rami ostacolando la sintesi clorofilliana. Le uova sono deposte alla base degli aghi e nelle fessure della corteccia. Nelle caducifoglie: le uova provocano macchie rosse sulla corteccia. In primavera si notano piccole punture sui lembi fogliari. Gli acari si notano sulla pagina inferiore delle foglie che divengono argentee e poi brune. Le foglie cadono. I ragni succhiano la linfa dell’albero che deperisce. Nebulizzare le conifere quando l’aria è secca. Eliminare i rami colpiti. Prima della ripresa vegetativa trattare con olii gialli per distruggere le uova. In primavera impiegare acaricidi ad azione sistemica. In estate impiegare acaricidi specifici. Usare neostanox, o dicofol + tetradifon.

Scolitidi: coleotteri cilindrici, neri o bruni. Abitano nel legno o sotto la corteccia degli alberi dove scavano gallerie longitudinali tra corteccia e alburno. La corteccia è perforata dagli adulti all’atto dello sfarfallamento e può addirittura staccarsi. Si altera la circolazione della linfa e alcuni rami disseccano. Eliminare i rami infestati, aggiungere al terriccio sodio e potassio, impiegare, in aprile, insetticidi a base di parathion e di lindano.

Sigaraio delle piante: le foglie e i germogli rosicchiati. Presenza di uova tra le nervature. Il lembo fogliare è arrotolato a forma di sigaro. Eliminare le foglie ammalate. Per i limitati danni arrecati non sono giustificati interventi chimici.

Sesie: sono dei bruchi che erodono la corteccia del tronco e dei rami. Presenza di larve. Introdurre un filo di ferro nelle gallerie per distruggere le larve.

Siricidi: sono presenti gallerie cilindriche nel tronco e nelle branche principali. Impiegare insetticidi quando gli adulti sfarfallano.

Sternorrinch: insetti dotati di stiletti boccali molto lunghi, in grado di penetrare nei tessuti vegetali, iniettano liquidi salivari tossici, provocando deformazioni di foglie, germogli e galle. Tolgono alla pianta molta linfa ed emettono abbondanti liquidi zuccherini su cui si sviluppano i funghi responsabili delle fumaggini, con alterazione della fotosintesi e della traspirazione delle foglie. Sono anche responsabili della trasmissione di virus ai vegetali. Appartengono agli Sternorrinchi le psille, gli aleiropdidi, gli afidi e i coccidi. Esistono specie di psille che attaccano il bosso, l’acero, il melo, il fico, il frassino, l’olivo, il cercis siliquastrum e altre piante. Resistenti agli insetticidi, si combattono con olii gialli, olii leggeri attivati. Si può impiegare insetticida come il parathion e l’azinphos-metile.

Tarsonema: È un acaro che provoca arrotolamento e deformazione dei lembi fogliari. Arresta la crescita delle foglie. Si nota la presenza di acari fra le nervature. Impiegare insetticidi specifici o ad azione combinata insetticida acaricida.

Tingide del rododendro: La parte inferiore del lembo risulta macchiata di punti neri, la parte superiore ingiallita e marezzata. Cadono le foglie. Impiegare soluzioni a base di parathion sulla pagina inferiore delle foglie.

Tisanotteri: Sono chiamati anche Tripidi, di colore bruno o nero con apparato boccale pungente-succhiante. I giovani sono biancastri o colorati a strisce rosse. Vivono sulle gemme, sui germogli, nei fiori, sui frutti, pungendoli e causando necrosi e depigmentazioni delle foglie, deformazioni dei germogli e dei frutti, aborto dei fiori. Sono di difficile individuazione, si nascondono fra i petali dei fiori, le foglie accartocciate dei germogli, le screpolature della corteccia. Impiegare insetticida di contatto o sistemico, bagnando le parti infestate, asportando gli organi colpiti prima dell’abbandono da parte degli insetti.

Parassiti dei Bonsai ultima modifica: 2015-08-15T07:41:17+00:00 da Indrit

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