Separazione di radici

separazione di radici tecnica bonsai

KABUVAKE – Piante ottenute per separazione di radici

Si prestano all’applicazione della tecnica di separazione di radici, quelle specie che hanno la tendenza a sviluppare polloni radicali, o a presentare un portamento cespuglioso con parecchi fusti emergenti da una stessa radice. Sono predisposte ad essere moltiplicate per separazioni di radici alcune specie di Rhus, il Gelso, alcune Betulle, i Cotogni, il Chaenomeles, alcune specie di Mognolie, le Gardenie, i Rododendri, le Azalee, alcuni Eleagnus, l’Akebia, il Melograno.

Questa tecnica, come le altre di tipo agamico, mantiene le caratteristiche della pianta madre e il materiale ottenuto presenta uno sviluppo più rapido delle piante ottenute da seme inoltre la tecnica della separazione di radici proprio per queste caratteristiche permette di anticipare l’educazione del bonsai in tempi ristretti, infatti, quando la separazione avviene la pianta ha già raggiunto uno sviluppo sufficiente da evidenziare le caratteristiche del futuro bonsai.

La separazione di radici si applica prima che appaiano i germogli in primavera. Essa va poi applicata, in modo differente, a seconda che occorra staccare da una pianta adulta dei polloni radicali o che da un’essenza a portamento cespuglioso si vogliano ottenere più pianticelle.

Separazione di polloni radicali

Per asportare polloni radicali dalla base d’alberi in piena terra, occorre scoprire i medesimi dal terreno che li ricopre scavando attorno alla pianta con una zappetta e avendo cura di non rovinare con l’attrezzo le radici capillari del pollone. Va da se che occorrerà separare dalla pianta madre solo quel materiale che abbia una buona distribuzione di rami e una relativa conicità con riferimento all’altezza complessiva dell’albero. Rispettate le norme di cui sopra si taglia con una sega, l’arbusto, nel punto d’unione alla pianta madre.

Pianticelle ottenute per divisione d’essenze cespugliose

Queste pianticelle perenni si possono presentare come una serie a volte numerosa di piccoli fusti che partono da un unico ceppo. Occorre estirpare le piante con una vanga, evitando che nell’asportazione il pane radicale sia eccessivamente ridotto. La pianta estirpata dovrà essere ripulita dalla terra, in modo che tutto l’apparato radicale sia messo a nudo, quindi con forbici da potatura ben affilate si suddividono le pianticelle in rapporto al loro grado di sviluppo che i vari fusti presentano.

In entrambi i procedimenti occorre medicare i tagli praticati nella separazione con mastici addizionati ad anticrittogamici specifici contro il marciume. Le piante separate devono essere potate in modo da eliminare i rami inutili o mal posti quindi andranno poste in vasi da coltivazione seguendo la stessa tecnica già proposta per le piante raccolte in natura.

Separazione di radici ultima modifica: 2015-09-27T10:25:41+00:00 da Indrit

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