Talea – SASHIKI

Talea SASHIKI bonsai tecnica

SASHIKI – Piante ottenute per talea

Talea è la tecnica di propagare vegetali stimolando la formazione di radici avventizie su parti asportate dalla pianta madre. La talea può essere ottenuta da ramo, da gemma con foglia, da radice e da foglia. Nella talea di ramo e di gemma con foglia la nuova pianta deve formare solo un sistema radicale avventizio, in quella di radice deve produrre una nuova struttura (chioma) più l’estensione della parte radicale già esistente, in quella di foglia deve rigenerare la parte aerea e quella radicale.

Facilità di radicamento – scelta dei materiali.

La presenza di un anello sclerenchimatico (cellule dure) nella zona di formazione delle iniziali radicali, salvo innumerevoli eccezioni, può costituire una barriera insormontabile al radicamento. Incisioni lungo la periferia del ramo di talea creando una discontinuità nell’anello di cellule dure ripristinano la facilità a radicare.

Nelle talee radicali la formazione di radici avventizie non è garanzia di produzione dei primordi gemmari, allo stesso modo la formazione di germogli avventizi non necessariamente è garanzia di produzione di radici, in entrambi questi casi la talea finisce per morire.

Le talee sono condizionate nel radicamento dal rispetto della polarità della parte che si usa. La polarità di un ramo è definita dal verso che collega la parte prossimale più vicina alla base del fusto con quella distale vicino all’apice, quella della radice è inversa alla polarità delle parti aeree.

La presenza di foglie sulla talea produce un forte stimolo al radicamento. Nella tecnica bonsaistica, il tempo che intercorre tra la produzione di una talea radicata ed il raggiungimento di dimensioni sufficienti ad impostare l’albero è piuttosto lungo, quindi questa tecnica è usata quasi esclusivamente per riprodurre specie per cui non siano possibili altre opzioni riproduttive.

Materiali.

Molte specie radicano facilmente per talea anche se spesso l’età può interferire in modo negativo sull’emissione di radici avventizie, ciò a causa della produzione negli stadi maturi di sostanze inibitrici che bloccano questa tendenza.

Le specie arboree, cespugliose, o sarmentose, da cui si possono ottenere talee sono: Abies fraseri, Corniolo, Pino mugo, Acacia spp., Chaenomeles, Pino radiata, Acero spp., Cotoneaster, Pino di Norfolk, Agrifoglio, Criptomeria, Platano, A. dei tulipani, Deutzia, Plumbago, A. della nebbia, Eleagnus, Podocarpo, A. di giuda, Evonimo, Piracantha, Albizia (R), Gardenia, Quercia (risultati scarsi), Azalea, Gelso, Rododendro, Berbereis, Gelsomino, Rosa polianta, Betulla spp., Ginepro, Rosmarino, Bosso, Ginkgo, Salice, Buganvillea, Ibisco, Sequoia sempervirens, Calluna, Lagerstroemia, Sequoia giganteum, Camelia, Larice, Spirea, Canfora, Liquidambar, Tasso, Caprifoglio, Magnolia, Thuia, Cedro, Metasequoia, Tsuga, Celtis spp., Olivo, Weigelia, Chameciparis, Olmo, Wisteria, Cipresso, Pero

Ognuna delle specie sopra elencate sono poi condizionate nella facilità a radicare dai seguenti fattori: Condizioni fisiologiche delle piante madri.- Età delle piante madri (meglio la fase giovanile).- Tipi di rami scelti. – Presenza di virosi. – Epoca del prelievo.- Fitoregolatori.- Nutrimento.- Fungicidi. – Intaccatura del materiale. – Condizioni idriche. – Lunghezza del giorno. – Quantità della luce. – Substrato di radicamento. Per la produzione amatoriale delle talee, poiché la percentuale di radicamento può anche essere relativamente basse, i fattori da tenere in maggior conto sono limitati alla: Epoca del prelievo; Fitoregolatori e fungicidi; Umidità ambientale;Substrato;

  •  EPOCA DEL PRELIEVO.

Le talee di specie caducifoglie, se legnose, è bene prelevarle nel periodo di riposo, quelle semilegnose durante il periodo vegetativo. Il periodo migliore per i ficus è la primavera – estate quando l’attività cambiale è massima. Le azalee a foglia caduca, radicano prontamente se prelevate all’inizio della primavera. Per alcune specie il radicamento avviene anche durante il riposo invernale.

  • FITOREGOLATORE E FUNGICIDI.

I fitoregolatori più usati sono: L’acido Beta indol-acetico (IAA); L’acido Gamma indol-3butirrico (IBA); L’acido Alfa naftalenacetico (NAA); L’acido 2,4- Diclorofenossiacetico (2,4D).

Questi prodotti rientrano nel gruppo delle auxine sintetiche e vanno applicate sulla parte basale della talea, a volte per facilitare la produzione di gemme avventizie, che stimola ulteriormente la tendenza alla produzione di radici, si possono trattare le talee con citochinine ( CHINETINE, BA o PBA ). Ogni applicazione di fitormoni va sempre integrato dal trattamento con anticrittogamici ( captano o benomil ) i fitormoni venduti in commercio sono già associati ad anticrittogamici dispersi nel talco.

  • UMIDITA’ AMBIENTALE.

Si è già precisato che la formazione di radici avventizie, è tra le altre cose, stimolato dalla presenza di gemme e foglie. Infatti, queste proseguendo la funzione clorofilliana apportano alla pianta i carboidrati che risultano tra i co-fattori della radicazione, (è accertato che anche le talee più difficili, radicano con maggior facilità quanto più è basso il rapporto azoto/carboidrati ).

E’ noto che le funzioni vitali delle piante è strettamente connessa alla capacità di queste di assimilare acqua, quando l’assorbimento di questo composto è scarso o manca del tutto, le funzioni vitali rallentano fino a cessare del tutto con la conseguente morte dell’albero.

L’assorbimento avviene prioritariamente attraverso l’apparato radicale ed in parte attraverso il sistema fogliare. Nelle talee, in cui l’apparato radicale è assente, l’assorbimento idrico deve avvenire solo attraverso le foglie che per la loro localizzazione possono assorbire ovviamente solo l’acqua che si trova nell’atmosfera sotto forma d’umidità (vapor d’acqua). A livello industriale le talee ottenute in ambiente protetto, sono mantenute umide con il “mist”, ( tecnica d’irrorazione meccanica che mantiene un velo d’acqua sulle foglie ).

A livello amatoriale, questa tecnica può essere sostituita da un ambiente in cui l’umidità prodotta dall’evaporazione del substrato non può disperdersi nell’aria, ciò si può ottenere mantenendo le talee chiuse in sacchi di polietilene a tenuta d’aria. Le talee così confezionate devono essere mantenute in ambiente fresco anche se luminoso, i sacchi di polietilene non devono mai essere esposti anche per brevi periodi ai raggi solari.

Talea – SASHIKI ultima modifica: 2015-09-24T16:28:52+00:00 da Indrit

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>