Tronchi multipli “KABUDACHI”

tronchi multipli da unica radice stile bonsai

Lo stile tronchi multipli da unica radice

Da un punto di vista strutturale questi bonsai, al di là del loro aspetto formale, corrispondono ad un unico tronco. Il KORABUCHI è composto da più alberi cresciuti da semi diversi germogliati nello stesso luogo con conseguente fusione dei tronchi nel tempo. Questa particolare modalità vegetativa si attua quando una pigna cadendo nel terreno finisce per germogliare. Esistono particolari tecniche bonsai per ottenere in vaso lo stesso risultato dello stile a tronchi multipli. In questi stili il numero dei tronchi assume una certa rilevanza, va detto che il numero totale è quello dei fusti escludendo dal computo le diramazioni che sono invece considerate come parte integrante del singolo tronco.

I bonsai a tronchi multipli di norma sono costruiti seguendo la serie dei numeri primi (2, 3, 7, 11, 13, 17, 23, ecc. ) per quantitativi che superano il 23 la quantità dei fusti può seguire la numerazione naturale.

Tecniche costruttive dello stile KORABUCHI , per la costruzione di questo stile si possono usare i seguenti metodi :

  • per germinazione di semi raggruppati;
  • per selezione di piante pollonanti;
  • per innesto per approssimazione dei fusti;
  • per margotta di parti di rami o di fusti;
  • per applicazione del metodo “della piastrella”.

Per innesto per approssimazione dei fusti.

E’ una delle tecniche che dà la maggior possibilità di successo in quanto ci mette in condizione di intervenire direttamente sulla distribuzione spaziale dei fusti.

La tecnica:

  1. Si scelgono un numero consono di pianticelle che dovranno avere dimensione ed altezze diverse, si tenga conto che l’albero di maggior diametro ed altezza dovrà essere collocato in posizione centrale rispetto agli altri, questi ultimi per creare una buona profondità del bonsai andranno posti lateralmente e posteriormente al primo, l’altezza degli alberi dovrà poi tenere conto della triangolarità dell’insieme.
  2. Si praticano delle incisioni nella corteccia della base di ogni singolo alberello in modo da mettere a nudo il cambio della pianta, accorre fare attenzione che questo non ne risulti danneggiato, le incisioni, ovviamente, andranno praticate in una posizione tale da permettere che ogni singolo individuo si saldi alle altre piante nella posizione più consona ad ottenere la distribuzione finale dei fusti pensata per il nostro bonsai. Ogni scortecciatura dovrà corrispondere ad una tacca di alloggiamento su di un altro tronco scortecciature e tacche andranno eseguite con molta cura in modo da far sì che le zone cambiali di ogni singolo individuo vengano perfettamente a contatto garantendo l’attecchimento dei singoli innesti. Alloggiate le varie incisioni nelle relative tacche il tutto sarà fissato con nastro di teflon, si consiglia di interporre tra i tronchi multipli da unica radice stile bonsai 1singoli tronchi distanziali di legno in modo da garantire il posizionamento dell’insieme.
  3. Dopo quattro o cinque mesi dall’esecuzione dell’innesto, si sarà realizzato l’attecchimento con la creazione di una vascolarizzazione di connessione tra i vari individui del nostro Bonsai a tronchi multipli, a questo punto si potrà togliere la legatura iniziale sostituendola con una nuova più lasca, questa avrà la funzione di evitare l’apertura degli innesti per cause accidentali, traumi da intemperie, urti, ecc..

Per margotta di rami o di fusti.

Si può ottenere materiale, per lo stile a tronchi multipli margottando particolari sezioni di rami o fusti. A seguito s’indicherà uno tra i vari sistemi per ottenere da margotta un grosso bonsai a tronchi multipli da una sezione di ramo di oltre dieci centimetri di diametro. A volte, a seguito di capitozzatura di grossi rami alcune specie tendono ad emettere dal taglio numerosi  getti che origineranno una corona di nuovi rametti. La zona di radicazione della margotta deve essere il più vicino possibile alla zona di inserimento della corona di rametti sulla branca di maggior sezione, ciòè motivato dal fatto che quest’ultima sezione dovrà rappresentare il colletto del nostro bonsai a tronchi multipli. Nella nostra trattazione sceglieremo la tecnica che garantisca, al momento dell’asportazione della margotta, la minor possibilità di danneggiare le giovani radici.

La tecnica :

  1. S’incida il ramo principale con una sega a denti grossi che lasci nel ramo un largo taglio, l’incisione sarà estesa dai 3 ai 4/5 dell’intera sezione.
  2. Si applichi sulla parte esterna dell’incisione dell’ormone radicante, quindi inserire nel taglio un lamierino di rame odi alluminio in carenza del lamierino si può sostituire il metallo con della plastica semi rigida .
  3. Si ancori il ramo sezionato ad un altro ramo o tutore al fine di evitare che qualche urto o la pressione del vento possa staccarlo dal resto della pianta.
  4. Si avvolga la parte sottostante il taglio con un foglio di plastica trasparente (polietilene), questa dovrà essere fissata al ramo con alcuni giri di filo metallico. La plastica sarà poi rivoltata verso l’alto in modo da ottenere un imbuto, questo andrà riempito con un miscuglio di torba bionda e sfagno umido, quindi l’involucro di plastica sarà sigillato verso l’alto con altro filo metallico. Siccome nelle sezioni notevoli l’emissione di radici può impiegare anche più di un anno, bisognerà evitare che il composto di radicamento possa nel tempo asciugare. Se ciò dovesse verificarsi sarà sufficiente umidificarlo introducendo acqua nell’involucro di plastica con una siringa da iniezioni.
  5. Quando le radici si saranno sufficientemente sviluppate si potrà vederle emergere dal composto attraverso il foglio di polietilene . A questo punto la margotta potrà essere asportata. Alcune essenze, di facile radicazione, possono emettere al termine di un’unica stagione vegetativa una sufficiente quantità di radice matura perciò l’asportazione può essere eseguita prima dell’inverno. In questo caso, occorrerà riparare la margotta in ambiente protetto evitando che la temperatura cui è tenuta scenda di sotto ai 5°C. In ogni altro caso sarà meglio effettuare l’asportazione in primavera prima della ripresa vegetativa. La margotta che debba trascorrere l’inverno in sito, dovrà essere avvolta con stracci di lana od altri materiali coibenti impermeabilizzati con plastica per evitare che le nuove radici possano gelare. E’ bene in ogni modo non avere troppa fretta nello staccare il ramo radicato per i seguenti due motivi:
    • se la radice non è sufficientemente matura può succedere che durante il primo inverno la margotta muoia per il freddo, o perché il quasi completo arresto vegetativo della margotta espiantata faccia seccare le giovani radichette.
    • se lo sviluppo radicale è limitato in rapporto alla dimensione della margotta, durante la prima stagione vegetativa, s’innesca uno squilibrio tra l’assorbimento radicale e la traspirazione fogliare che può portare alla morte della nuova pianta. Quando, trovandoci in questo caso, l’asportazione è improcrastinabile sarà bene trattare la margotta con le stesse cautele che useremoOLYMPUS DIGITAL CAMERA alla presenza di una talea radicata.
    • prima di invasare la margotta espiantata sarà bene districare ed allargare le radici. La sezionatura del tronco margottato dovrà avvenire alcuni centimetri sotto la radice, al taglio andrà applicato del mastice cicatrizzante, quando le radici saranno stabilizzate il moncone sottostante sarà asportato cosa che si attuerà con il primo rinvaso.

Per applicazione del metodo della piastrella.

Questo metodo si manifesta nell’uso di coltivare alcune talee inserite in fori praticati in una piastrella di cotto. Queste ingrossando riempiranno i fori ed a causa del ristagno della linfa elaborata a monte dei medesimi, ingrosseranno in brevissimo tempo le loro basi fino a saldarle tra loro e dando origine ad un interessante nebari. Si sono fatte parecchie prove pratiche sull’uso di questa tecnica, si può quindi affermare che i risultati migliori per ottenere un’unica grossa base al nostro futuro bonsai a tronchi multipli si terranno evitando che la saldatura avvenga per fusione delle radici. Occorrerà quindi che la nostra piastrella sia semplicemente appoggiata sulla terra, ciò consentirà anche di seguire l’andamento della crescita delle basi che dovranno, quando entreranno in contatto tra loro, essere incise al fine di consentire l’attecchimento delle singole zone cambiali.

Quando la base del nostro bonsai a tronchi multipli si sarà completamente formata, occorrerà portare la radice che si trova tronchi multipli da unica radice stile bonsai 3completamente di sotto alla piastrella, nella parte periferica della base formatasi al di sopra della piastrella. Quest’operazione può essere eseguita con lo stesso procedimento utilizzato nella produzione delle margotte. Basterà incedere il perimetro del nostro nebari inserire del fitoradicante nell’incisione quindi ricoprire il tutto di composto adatto alla radicazione. Quando il nuovo apparato radicale sarà comparso e le radici si saranno consolidate, si asporterà il tutto dalla terra, eliminata la parte inferiore della radice, si romperà la piastrella sistemando in un vaso il nostro bonsai a tronchi multipli.

Per germinazione di semi raggruppati.

Questa tecnica è sconsigliata per i tempi molto lunghi che sono necessari per ottenere materiali utili, per la difficoltàtronchi multipli da unica radice stile bonsai 4 e la casualità di saldatura dei tronchi, per la scarsa garanzia di sopravvivenza nel tempo dei medesimi.

Per selezione di piante facilmente pollonanti.

Ottenere un buon materiale da questo sistema è paragonabile alla vincita di un terno al lotto, infatti le piante pollonanti, di norma attuano questa loro tendenza attorno ad un fusto centrale più o meno sviluppato, germinano i singoli polloni a diversi livelli, con una distribuzione assolutamente casuale non sempre utile alla costruzione del nostro bonsai.

Tronchi multipli “KABUDACHI” ultima modifica: 2015-04-09T10:57:25+00:00 da Indrit
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